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Il Palazzo Ruccellai

II palazzo, iniziato nel 1446, è uno dei capolavori dell’edilizia civile rinascimentale. Per tutto il Quattrocento fu considerato il modello esemplare per l’architettura della nuova borghesia mercantile emergente, autentico manifesto di benessere e potere familiare. Geometria, proporzionalità e classicismo sono gli elementi caratterizzanti del prospetto, sobrio ed elegante, che è in fondo la realizzazione pratica della concinnitas codificata di lì a poco nel De re aedificatoria. La facciata, infatti, è costruita su precisi rapporti matematici fra le parti, suddivisa orizzontalmente in tre piani da due lunghi cornicioni tagliati da lesene; queste, formando sezioni verticali, contrastano l’andamento orizzontale della sua superficie, che risulta come fosse idealmente "quadrettata”. I capitelli delle lesene propongono sui tre piani una sequenza di ordini classici ispirata al Colosseo: partendo dal piano terra e salendo, sono rispettivamente di ordine tuscanico, composito (anziché ionico) e corinzio. Anche il trattamento murario è classico: lo zoccolo riproduce l’opus reticulatum romano, mentre il resto della facciata è a bugnato a conci levigati. Equilibrio delle parti e razionalità non impediscono un effetto generale di movimento, anche grazie alla varietà dei conci e alle numerose aperture, dato innovativo nell’edilizia civile, che fino ad allora aveva avuto un aspetto fortificato. Contribuisce allo slancio dell’edificio la riduzione progressiva dell’altezza delle lesene.
In quest’opera Alberti rivela chiaramente il proprio rapporto con il mondo classico: prende l’architettura romana come norma per quella moderna, sia religiosa sia civile, ma combina gli elementi classici con la rigorosa razionalità geometrica rinascimentale, preoccupandosi di inserire in modo armonico il nuovo edificio fra le architetture circostanti.
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