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Ferrara - L’addizione erculea


Anche a Ferrara, come a Venezia, si coglie il riflesso della lezione altissima di Leon Battista Alberti grazie all’opera di Biagio Rossetti (1447 circa-1516). Il duca Ercole I d’Este-amante delle arti, collezionista, bibliofilo e grande mecenate -, salito al potere nel 1471, si rivolse all'architetto ferrarese per ampliare la città con un quartiere monumentale, degno di una piccola “capitale”. La richiesta nasceva prima di tutto da esigenze politiche, legate al desiderio di tramandare la propria fama in modo duraturo, ma anche dalle mutate necessità di una città sottoposta in tempi recenti a una notevole crescita demografica. Ercole I riprendeva così l’opera di accrescimento intrapresa a metà del secolo dal fratello Borso, suo predecessore, arrivando a cambiare radicalmente il volto di Ferrara.
Intelligente interprete delle ambizioni ducali, Rossetti diede vita alla prima grande pianificazione urbanistica italiana, uno dei pochissimi esempi di città ideale realmente realizzati secondo criteri moderni: la celebre Addizione erculea. A partire dal 1492 fu inglobato nello spazio urbano un ampio territorio a nord della città medievale, da destinarsi sia alla fortificazione, sia all'erezione di dimore patrizie ed edifici di culto sul modello razionale delle antiche fondazioni romane, ma anche sulla base delle indicazioni presenti nel De re aedificatoria di Alberti. Con sensibilità e lungimiranza, Rossetti unì la parte nuova a quella preesistente medievale senza distruggerla, anzi, proseguendone le arterie principali, ma al tempo stesso introducendo strade rettilinee, organizzate attorno a due principali assi perpendicolari, che, analogamente al cardo e al decumano romani, creano una scansione ortogonale dello spazio, imponendosi come vere e proprie linee di fuga. Al loro incrocio sorsero le architetture più belle, tra cui il Palazzo dei diamanti.
II palazzo prende il nome dal bugnato sfaccettato che lo ricopre, con pietre a forma di punte di diamante che richiamano uno degli emblemi di Ercole, l’anello con diamante. Eretto a partire dal 1493, rappresenta uno degli edifici più importanti e significativi costruiti in Italia nella seconda metà del secolo, e, grazie all’eccezionale equilibrio di proporzioni e all’armonia di forme, costituisce un’interpretazione originale degli elementi peculiari dell’architettura albertiana: l’aspetto austero del rivestimento è infatti mitigato dall’inserimento di decorazioni all’antica, come i timpani delle finestre al piano nobile e l’ornamentazione a candelabre (motivo a forma di candelabro con festoni, nastri e figurette).
Il grandioso progetto dell’Addizione erculea non venne del tutto portato a termine per il decadere della fortuna del Ducato di Ferrara dopo la guerra contro la Repubblica di Venezia (1482-84) e per la grave crisi economica e demografica che avrebbe colpito l’Italia nel Cinquecento. Con l’estinzione della signoria estense e l’annessione di Ferrara allo Stato pontificio nel 1598, la città da capitale di un piccolo stato tornò a essere un semplice borgo di provincia.
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