Le origini

L'uomo si dalla sua apparizione sulla terra, ha sempre cercato di soddisfare il suo bisogno basilare di cercare una qualche entità superiore cui affidarsi nella buona e soprattutto nella cattiva sorte; perciò tutte le civiltà sul nascere hanno sviluppato religioni e culture proprie che si riconducono però ad un unico punto cardine, e cioè all'adorazione di una divinità. I Celti, in particolare svilupparono una religione diversa dalle altre dato che aveva il suo luogo di culto costituito da tre principali espressioni artistiche: i dolmen, i menhir e i cromlech. I principali agglomerati che restano a noi visibili sono situati in Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Francia. Secondo una delle tante teorie che riguardano queste antiche costruzioni, avevano anche funzione di osservatorio per le fasi lunari, le eclissi e gli equinozi; questo perché l'uomo aveva il bisogno di comprendere, controllare e di prevenire il corso della natura. Queste costruzioni avevano forma circolare, rettangolare o presso alcune popolazioni marinare, di barca, quest'ultima aveva un significato di passaggio tra la vita terrena e quella celeste.

I Megaliti

I megaliti sono monumenti preistorici costruiti con blocchi di pietra grezza o sommariamente squadrata, di grandi dimensioni. Il termine si riferisce in particolare a certi monumenti dell'europa occidentale conosciuti fin dal '600 e divenuti popolari in Francia con i termini ricavati dalla lingua bretone di dolmen menhir, e cromlech. Nel '700 e nei primi dell''800 si ritenne che essi fossero opera dei celti (venivano anche interpretati come altari dove venivano compiuti dei sacrifici). Lo studio scientifico dei megaliti iniziò verso il 1865, in seguito a scavi archeologici ci si rese conto che i dolmen erano tombe e che la loro costruzione risaliva al neolitico. In effetti i dolmen sono tombe destinate a ospitare per molte generazioni sepolture collettive; essi sono costituiti da una camera formata da blocchi e lastre di supporto con lastroni di copertura, il tutto racchiuso entro un tumulo di pietrame o di terra. Per quel che concerne l'Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo centro -occidentale, le finalità e le caratteristiche di queste architetture sono assai varie: sepolcri, individuali e più spesso collettivi, aree sacre o comunitarie, fortificazioni ciclopiche. In base alla struttura sono riconoscibili alcuni tipi: Menhir o pietre verticali, Dolmen o trilite costituito da due lastre verticali sormontate da una lastra orizzontale, Cromlech, pietre verticali disposte in vario ordine. Forme derivate possono considerarsi le tombe a camera o a galleria, gli allineamenti, i circoli, ecc.... una categoria a sé è rappresentata da fortificazioni, recinzioni e delimitazioni varie. Nel territorio in questione sono riconoscibili architetture megalitiche in varie culture neolitiche, dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro.

Forme più complesse di dolmen a corridoio, presenti soprattutto in Irlanda, avevano anche camere laterali, per cui si otteneva una pianta cruciforme. Sempre al III millennio appartengono le più monumentale ed elaborate tombe megalitiche irlandesi della valle del Boyne, come quelle celebri di Knowth e New Grange. Nei Dolmen spesso i corridoi o le camere erano decorati con incisioni, a motivi geometrici, di significato certamente simbolico, o anche con raffigurazioni di asce e, nella fase più recente, motivi antropomorfi.
Il fenomeno delle sepolture megalitiche non è limitato all'Europa: numerose tombe dolmeniche sono conosciute nel Caucaso nordoccidentale, in Siria, in Libano, Palestina, Giordania, e in larga misura in India, soprattutto nelle regioni meridionali. I menhir a differenza dei dolmen, non sono costruzioni funerarie, benché avessero certamente un significato religioso. Si tratta di semplici pietre, in posizione verticale, a volte squadrate con una certa regolarità, di forma approssimativamente parallelepipeda, conica o cilindrica.
. la loro altezza varia da un paio ad una decina di metri. Caratteristici della Bretagna sono gruppi di menhir allineati, mentre i cromlech, menhir disposti a formare un cerchio, sono diffusi oltre che in Bretagna, in Inghilterra, Scozia e Irlanda; i menhir isolati hanno invece più vasta distribuzione, con maggiore concentrazione nell'Europa occidentale. Per quanto siano difficilmente databili, in generale i menhir sembrano appartenere al III e al II millennio. I cromlech erano luoghi utilizzati per cerimonie religiose e alcuni, come quelli di Avebury e soprattutto Stonehenge, veri e propri santuari. Il grande lavoro collettivo necessario per la costruzione dei megaliti (alcuni blocchi pesano decine o addirittura tonnellate), per quanto attuato con mezzi relativamente primitivi, secondo molti autori presuppone l'esistenza di una società fortemente strutturata: e le tombe dolmeniche sarebbero state destinate esclusivamente a una classe privilegiata, una specie di casta sacerdotale. É certo che i costruttori dei megaliti possedessero conoscenze astronomiche non trascurabili: molti monumenti sono infatti orientati astronomicamente, come per esempio Stonehenge o il grande tumulo di Knavth, in cui durante il solstizio d'inverno, attraverso una apposita apertura nel soffitto, il sole all'alba poteva illuminare tutto il corridoio e la camera centrale. Non è esistita una vera e propria civiltà megalitica: esisteva però una religione che presupponeva la sepoltura collettiva e cerimonie in determinate strutture monumentali e che si diffuse, in forme differenti, in ambienti culturali diversi, dalla penisola iberica fino alla Scozia e alla Scandinavia. Quanto all'origine del megalitismo, sono state prospettate teorie contrastanti. Secondo alcuni esso sarebbe di origine nordica; secondo altri di origine medio-orientale ed egea. Poichè le più antiche tombe megalitiche risalgono al V millennio, sembra ragionevole pensare che al megalitismo abbiano concorso due tradizioni diverse, poi fusesi: quella delle tombe a corridoio, originaria della penisola iberica, e quella dei tumuli rettangolari con camere funerarie in legno, di origine nordica. Le forme ibride, come il grande tumulo di Barnenez in Bretagna, appaiono già verso il 4500.

Il Tempio di Stonehenge

Osserviamo la ricostruzione dei giganteschi resti di Stonehenge: l'intero complesso consisteva in una prima cerchia di trenta monoliti (dal greco “monos” uno, e “lithos” pietra) sormontati e congiunti da grosse pietre d'architrave. All'interno vi era una seconda cerchia di quaranta pietre, più piccole, dete dagli archeologi “pietre straniere”, perché sono di una qualità di roccia assolutamente mancante nella zona ove sorge il monumento; il luogo più prossimo ove sia possibile trovare roccia di quel genere si trova a 300 km di distanza. Molto probabilmente vennero trasportate dalla località del giacimento, dove inizialmente vi risiedevano, e poiché erano state erette a monumenti, venivano considerate sacre.
Secondo molti studiosi Stonehenge potrebbe rappresentare un calendario solare. Le pietre sono disposte in modo da indicare i punti dove il sole e la luna sorgono e tramontano. Infatti dalla pietra altare posta la centro del monumento, si vede il 21 giugno, sorgere il sole sulla punta di un menhir eretto di fronte all'entrata, sulla scorta della teoria della processione degli equinozi, e in base all'angolo che l'asse del monumento fa con l'attuale direzione del levarsi del sole, venne fissata approssimativamente al 1800 a.c. il periodo di costruzione, tesi poi confermata con il metodo del carbonio 14.

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