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Catal Huyuk

Durante il Neolitico cambia profondamente il rapporto tra l’uomo e il territorio; se nel corso del Paleolitico l’uomo era riuscito a espandere la propria presenza adattandosi all’ambiente circostante, ora per la prima volta comincia a trasformare il territorio secondo le proprie esigenze. In particolare, una volta trovato il modo di coltivare le piante al di fuori del loro ambiente naturale, l’uomo non ha più la necessità di spostarsi continuamente in cerca di cibo e deve quindi costruire ripari durevoli rispetto alle capanne leggere, adatte a continui trasferimenti, usate fino ad allora.
D’altro canto l’agricoltura, e la conseguente possibilità di coltivare foraggio per allevare animali, provocano profondi cambiamenti nelle comunità neolitiche anche a livello sociale. La coltivazione della terra e l’allevamento esigono, infatti, che gli uomini sappiano prevedere gli effetti a lungo termine dei propri comportamenti, per esempio rinunciare oggi a parte del cibo può significare disporre di domani. Questo presuppone una capacità di previsione che va al di là del singolo individuo.

Si rende quindi necessaria una vita comunitaria più articolata, poiché i gruppi che sopravvivono con allevamento e agricoltura devono essere in grado in grado di prendere e condividere collettivamente decisioni di lungo termine, di elaborare strategie comunitarie.
Nasce il villaggio, nel quale la concentrazione di uomini, risorse e interessi fa sì che si sviluppino, da un lato, un’organizzazione sociale completa e, dall’altro, un’organizzazione dello spazio funzionale alle nuove attività. Uno dei villaggi meglio conservati del Neolitico, Catal Huyuk, è stato riportato alla luce negli anni Sessanta del Novecento in Turchia. Catal Huyuk è un insediamento complesso, costituito da abitazioni di dimensioni e strutture uniformi affiancate le une alle altre senza interruzioni, cosicché l’accesso avveniva dall’alto tramite scalette, attraverso aperture a livello dei terrazzi, comunicanti fra loro.
Le costruzioni, di circa 25 metri quadrati, sono tutte ripartite allo stesso modo: una cucina, piattaforme per dormire e un magazzino. Alcune sono attrezzate come “santuari”con decorazioni scolpite e dipinte, mentre con molta probabilità gli spazi dedicati alle attività economiche (laboratori, ripari per il bestiame ecc.) erano collocati fuori dal nucleo abitativo. La compattezza del nucleo e la mancanza di aperture verso l’esterno denotano l’esigenza di difendersi dagli attacchi di altre popolazioni, e, allo stesso tempo, indicano una forte coessione e interdipendenza degli individui della comunità.
Nonostante Catal Huyuk si collochi sulla linea evolutiva che va dai villaggio alla città, in esso mancano ancora alcuni elementi caratteristici di quest’ultima: l’uniformità dell’abitato – quindi la mancanza di autorità – denota l’assenza di una struttura sociale gerarchica; non c’è una contrapposizione netta fra lo spazio interno e quello esterno essendo praticamente assente, all’interno dell’abitato, uno spazio pubblico; non si riscontra infine una contrapposizione di importanza, di potere e di lavoro fra area costruita e territorio circostante, come sarà più tardi fra città e zone agricole

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