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Maurice de Vlaminck: Ristorante de La Machine, à Bougival (1905)


Influenzato dalla pittura di Van Gogh, Maurice de Vlaminck, ciclista e scrittore vicino al mondo anarchico, si è affermato per l’0origionalità dei tratti aggressivi e schematici dei suoi paesaggi, delle sue nature morte e dei suoi ritratti. La scelta arbitraria del colore puro, i tubetti di colore premuti sulla tela, fanno di lui uno dei pittori più rappresentativi del “Fauvisme”. Il termine “fauve” è stato soprattutto coniato per definire la violenza selvaggia – “fauve” significa belva – dell’espressività di Vlamick, Derain, Matisse, Dufy e tanti altri che predicavano la semplicità cromatica e la libertà totale nella scelta dei colori.
La tela “Ristorante de La Machine, à Bougival », semplificata sia nella prospettiva che nella forma, si costruisce sull’associazione dei colori puri, ordinati in modo autonomo e per questo essa costituisce l’esempio più significativo del « Fauvisme ». Per i pittori “fauvistes”, il rapporto fra la realtà del soggetto se traduce con la libertà della scelta dei colori. La natura è solo un mezzo per dare un libero corso alla creatività, alle emozioni e alle sensazioni personali. Su di un soggetto del tutto comune, i colori sconvolgono ogni referenza simbolica tradizionale: alberi rossi e blu, tetti rossi e color del cielo, una strada gialla. Le macchie di colore liberamente disposte e l’effetto di non autenticità creato dalla scelta arbitraria delle tinte, esprimono il desideri di autonomia della pittura in rapporto alle convenzioni accademiche. Non ci sono né sfumature, né ombre. Si notano solo colori puri e vistosi, che trascurano l’imitazione della matura per lasciare solo un posto alla soddisfazione della vista.
L’opera si trova al Musée d’Orsay, a Parigi.
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