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Vincent van Gogh
La vita:
Nacque in Olanda il 30 marzo 1853 da una famiglia modesta nella quale il padre era un rigido pastore protestante, per questo ebbe un’educazione molto rigida . I suoi studi furono incostanti e a 16 anni li abbandona e si dedica alla professione di famiglia, quella del gallerista, così come suo fratello Theo. Ma non dimostra interesse per quest’ultima e diventa predicatore.Va in Belgio intorno al 1880, qui condivise la vita misera dei minatori e per questo fu allontanato dai suoi superiori per troppo zelo, perché troppo passionale. Si recò quindi a Bruxelles dove studio anatomia e saltuariamente lezioni di disegno prospettico. A L’Aia prese lezioni di pittura. Dal 1883 dipinse la dura vita dei contadini. Nel 1886 si recò a Parigi da suo fratello Theo dove conobbe gli impressionisti e anche Henri de Toulouse -Lautrec, uno dei pochi artisti contemporanei che lo compresero profondamente. Nel 1887 iniziò l’amicizia con Paul Gauguin che si concluse tragicamente nel 1888 nella sua abitazione di Arles, dove va Gogh si era trasferito per allontanarsi dal caos della città e prendere una sua propria abitazione conosciuta come la “casa gialla” ,sia per acquisire una certa autonomia e per avere un suo atelier e per poter ospitare degli amici tra cui Gauguin. Ciò che causò la rottura tra i due furono le differenti opinioni artistiche che erano continuo motivo di lite, tant’è che Van Gogh con un gesto punitivo, si tagliò parte di un orecchio. Dall’inizio del 1889 fu più volte ricoverato e nel maggio dello stesso anno lui stesso volle farsi internare nella clinica per alienati mentali a Saint-Rémy in Provenza.
Convinto che la sua malattia dipendesse dal clima meridionale nel 1890 tornò al Nord, si trasferì ad Auvers dov’era sotto la tutela di un medico. Tuttavia 70 giorni dopo, il 27 luglio si suicidò senza che nessuno si fosse accorto del precipitare degli eventi, morì due giorni dopo tra le braccia del fratello Theo.
La relazione con il fratello Theo e il suo dramma:
La relazione con il fratello Theo si dimostra fondamentale per comprendere il dramma esistenziale di Van Gogh. I due erano molto legati e si mantenevano in contatto attraverso un rapporto epistolare. Difatti le sue lettere dimostrano come Van Gogh si sentiva nei confronti della società: si sentiva come un uccello chiuso in gabbia che è incompreso, è considerato da tutti un fannullone poiché mantenuto dal fratello, ma è chiuso in questa gabbia da cui non riesce ad uscire dato che non riesce a definire il proprio ruolo umano e professionale e non riesce a “ creare un nido”.
Dunque il dramma di Van Gogh era la ricerca di realizzazione, era un cosiddetto “genio incompreso” e i numerosi fallimenti, i rifiuti e l’isolamento lo resero instabile e cadde in una profonda depressione. Comunque, la vita di Van Gogh non fu sempre negativa, ai periodi negativi si alternavano periodi di spensieratezza e di serenità come ad esempio il periodo ad Arles, che è il periodo più felice della sua vita, dove finalmente poté vivere in una casa tutta sua.


La produzione artistica di Van Gogh dura circa dieci anni, dal 1880 al 1890, l’anno del suo suicidio. Durante questo arco di tempo Van Gogh dipinse circa 850 opere, spinto dalla costante voglia di riuscire a realizzarsi in qualcosa. Questi dieci anni sono divisi in cinque periodi:
1.Periodo olandese, le opere di questo periodo furono dipinte tra il 1880 e il 1885 e si riconosco perché sono caratterizzate da colori molto scuri —> Mangiatori di patate
2. Periodo parigino, nel 1886 si trasferisce a Parigi dal fratello Theo e qui viene a contatto con gli impressionisti e la sua tavolozza si “schiarisce”. Di questo periodo fanno parte alcuni autoritratti.
3.Periodo ad Arles (1887-1889), questo periodo può essere definito il più felice e nelle sue opere Van Gogh ritrae paesaggi naturali con toni dei colori chiari come nel Il ponte di Langois, Veduta di Arles. Tuttavia il suo dramma non lo abbandona e come si osserva nella Camera da letto, emergono alcuni elementi riconducibili ad esso.Questo era dovuto al fatto che non trovava consensi.
4. Ricovero a Saint-Remy (1889), le opere di questo periodo sono riconoscibili dalla presenza dei cipressi e fanno parte quindi Le notti stellate.
5. Periodo ad Auvers (1890), nelle opere di Van Gogh è chiaro il suo dramma come si può osservare in Campo di grano con veduta di corvi. Durante questo periodo di 70 giorni egli dipinse più di 80 opere, più di un dipinto al giorno.

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