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Opere di Van Gogh


Vincent Van Gogh è stato un pittore olandese post-impressionista, che influenzò notevolmente la produzione artistica del XIX secolo. Le sue opere sono caratterizzate da pennellate veloci e curve, colori particolarmente corposi ed accostamenti di colori complementari.La febbrilità del pittore e la volontà di esprimere stati d’animo estremi, definisce i tratti di una personalità irascibile ed inquieta, tormentata dal fatto che durante la sua vita, le sue opere non furono apprezzate.Eseguì più di 1100 opere e in egual numero schizzi e disegni. Era particolarmente affascinato dalla bellezza della natura, e la rappresentò varie volte in modo accurato e dettagliato, volendo ridare la preziosità dei paesaggi per condividerla con gli altri. Numerosi sono anche i suoi ritratti, sceglieva come modelli persone comuni e li rappresentava nella loro quotidianità. Van Gogh fu un’amante dell’arte giapponese, ne apprezzava la disinvoltura nella realizzazione, le scelte cromatiche e la dimensionalità indefinita.L’arte lo aiutava a stare bene, era ella stessa vita, inquanto non trovava altro conforto se non nel dipingere e seguire il suo istinto.Soffrì di crisi depressive e negli ultimi anni di vita arrivò a disprezzare qualunque piacere della vita, abbandonandosi al tormento incessante e all’agonia.


I girasoli


I girasoli erano uno dei soggetti più amati dal pittore , e ne dipinse una serie nel periodo che va dal 1888 al 1889.Per Van Gogh, i girasoli avevano un valore simbolico, rappresentato dalla loro natura di essere sempre alla ricerca del sole, dunque della luce.Lui stesso si impersonifica nella natura dei girasoli, che nonostante appassiscano, mantengono dentro di loro la forza che gli ha dato il sole.Nonostante le sue opere non avessero avuto valore negli anni della sua vita, il “ vaso con 15 girasoli” è riuscito a battere il record come quadro più costoso mai acquistato fino a quel momento, non molti anni dopo la sua morte.



I cipressi


Van Gogh definiva i cipressi “belli come obelischi egizi”, anticamente simboleggianti la vecchiaia e la nobiltà.Li rappresentava spesso nei pressi di cimiteri, affermando che i cipressi potessero arrivare dove l’uomo può solo aspirare, ponendosi al confine tra il mondo terreno e quello celeste.
Lo stile è caratteristico dell’ultimo periodo della vita dell’artista, con pennellate volute molto dense, quasi a plasmare la materia e darle la forma che egli desiderava.

I ritratti


I ritratti e gli autoritratti, rappresentano una gran parte delle opere di Van Gogh.Questi rappresentavano la realtà in modo arbitrario con l’aiuto del colore, e l’artista si sentiva libero di esprimere la propria visione in merito alla persona che stava rappresentando, il suo stato d’animo e quello che percepiva mentre realizzava il quadro.Tra i più conosciuti vi sono: “Ritratto del dottor Felix Ray”, medico curante durante il suo periodo di più grave instabilità mentale, “La berceuse”,”L’arlesiana”, “Testa di contadina con cuffia bianca”.Van Gogh realizzò anche diversi autoritratti, molto probabilmente guardandosi allo specchio, alcuni dei quali erano spediti in Francia al fratello Theo, per attestare la sua salute e il suo stato d’animo.Il fratello fu uno dei pochi sostenitori della produzione artistica del pittore, insieme al suo amico Paul Gauguin, che diventerà poi la causa dell’ira che lo porterà a mutilarsi l’orecchio sinistro.Nei suoi autoritratti osserviamo la volontà di riportare su tela la sua irrequietudine ed il dolore causato dalla solitudine e dall’incomprensione.Anche dopo essersi mutilato, si autoritrae con l’orecchio bendato, destinando il dipinto ai dottori ma anche al suo amico Gauguin, ai primi dimostrando di seguire le loro indicazioni e di star migliorando,al secondo in segno di pentimento per la loro separazione improvvisa e violenta causata del suo umore instabile.

A cura di Veronica.
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