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Vincent Van Gogh: I mangiatori di patate

Erano stati i pittori del Realismo francese i primi a rappresentare la dignità del lavoro nei campi. Van Gogh all'inizio della sua carriera artistica fece sua questa tradizione. Nel dipinto egli rappresenta la cena di cinque umili contadini dopo una giornata di lavoro: patate bollite e caffè nero.
Anticipata da studi e disegni, la gestazione del dipinto è descritta da Van Gogh in alcune sue lettere. Lo spazio angusto del casolare, dove è ambientata la cena, sembra contenere a stretto il gruppo familiare. Egli immagina una piramide alla base della quale pone il quadrato del tavolo e il cui vertice fa coincidere con la luce della lampada. Attorno dispone simmetricamente le figure, due per lato. Al centro della composizione scorgiamo invece, vista di spalle, la sagoma scura della bambina: posta in rilievo dal vapore emanato dal piatto di patate bollenti, chiude visivamente l'intimità della scena.

La miseria non può essere rappresentata attraverso i canoni tradizionali della bellezza. Per quest Van Gogh rifiuta qualunque abbellimento, usando intenzionalmente colori scuri, terrosi e luce giallastra. In una lettera scrive:
"Ho cercato di sottolineare come questa gente che mangia patate al lume della lampada ha zappato la terra con le stesse mani che ora protende nel piatto, e quindi parlo di lavoro manuale e di come essi siano onestamente guadagnato il cibo.
Il dipinto è concepito come una comunione dei poveri e i gesti gravi e solenni delle mani lo rendono simile a "un'ultima cena" contadina.

DATA: 1885
TECNICA: Olio su tela
DIMENSIONI: 82x114 cm
COLLOCAZIONE: Amsterdam, Van Gogh Museum

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