••• I mangiatori di patate (1885)
•• È il suo primo capolavoro a cui era molto affezionato. Comincia con delle versioni preparatorie. È raffigurata una casa poverissima con cinque contadini a tavola che mangiano un pasto umile a base di patate fumanti e di bollente caffè nero. L’oscurità è appena rischiarata dal lume di una lampada a petrolio appesa alle travi del soffitto. I contadini hanno le mani nodose per aver lavorato il terreno e raccolto le stesse patate che adesso mangiano. I volti sono scavati dalla fatica e dalla rassegnazione, temi principali del dipinto. La prospettiva dell’opera è approssimativa: il tavolo è in primo piano insieme con la gestualità delle persone intorno a questo, evidenziato dalla luce della lampada. Le persone sono di fronte, di spalle e di tre quarti. L’abitazione è misera e dell’arredamento si distingue un mobile in primissimo piano sulla destra con sopra una teiera. Sulla donna anziana che versa il caffè ci sono delle stoviglie di legno su una mensola. Dall’altro lato si nota il crocifisso a raffigurare la fede della famiglia. Sono presenti delle finestre dai cui vetri penetra solo il nero della notte. I colori sembrano sporchi di terra e sono prossimi all’ocra (giallo-bruno), al marrone e al verde cupo e alle loro sfumature. Il dipinto sembra infatti essere monocromo. Con la raffigurazione di una povertà che è quasi miseria, Van Gogh affronta temi sociali contemporanei e piuttosto frequenti, della vita aspra e dura dei contadini. Questo dipinto riflette una bellezza che è vicina e “della stessa sostanza” del soggetto trattato, perché la pittura deve esprimere anche con violenza e deformando la realtà le caratteristiche di quello che rappresenta. Scrive al fratello Theo: “Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti, va bene, non è malsano”.

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