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Mario Sironi - I costruttori


La rappresentazione del lavoro occupa un posto fondamentale nella produzione di Mario Sironi, soprattutto nelle opere realizzate dopo l'adesione dell'artista all'estetica fascista. Contrariamente alla lettura superficiale che la critica ha fornito in passato delle immagini dell'artista, spesso ricondotte a motivi puramente celebrativi dell'ideologia del regime, la ricerca di Sironi è stata, sin dagli esordi, ben più ricca di significati. Già dai tempi della partecipazione al movimento futurista, egli diede interpretazioni intime e spesso dissonanti del mito del progresso, interrogandosi sul suo ruolo nel destino dell'essere umano, sopraffatto dagli ingranaggi dell'era meccanica, e facendo della figura del lavoratore un presenza inquieta e fragile nel panorama della città industriale.
Nella tela I costruttori, opera della maturità in cui il lavoro è metafora dell'impegno sociale che l'uomo energico (quello in primo piano) deve assumere per favorire la crescita civile ed economica della comunità, l'aspetto propagandistico si fonde con una più sottile riflessione esistenziale. Nel dipinto non manca, infatti, una certa paura nei confronti della modernità, testimoniata dal blocco minaccioso e incombente degli edifici che chiudono la scena e dalla debolezza del personaggio in secondo piano, accasciato e stanco, costruttore del futuro, ma forse destinato a sacrificarsi per esso.

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