Una domenica pomeriggio all'isola della Gran-Jatte b- SEURAT -

Il quadro “una domenica pomeriggio all'isola della Gran-Jatte” è un olio su tela (di circa 202x300 cm) custodito nell'Istituto d'Arte di Chicago e realizzato tra il 1884 ed il 1886 dal pittore francese Georges-Pierre Seurat.
Seurat vi ha dipinto una tipica domenica pomeriggio della società borghese parigina di fine secolo sull'isola della Grande Jatte, un luogo molto popolare ai suoi tempi, sulla Senna, a nord-ovest di Parigi. Fece molti schizzi del paesaggio e delle molte figure che lo animavano (come la madre con la bambina, o la donna a destra vestita all'ultima moda) prima di dipingere, nel suo studio, il quadro completo. É una composizione perfettamente studiata e la situazione è presentata con un po' di ironia (ad esempio la scimmia al guinzaglio).
Inoltre le figure sono immobilizzate e la scena è statica, priva dell'immediatezza impressionista.

1. L'organizzazione dello spazio
L'opera è organizzata secondo precise regole geometriche e la donna con la bambina e con l'ombrello rosso, che è l'unica in posizione frontale, fa da asse centrale. Lei è il perno su cui ruota tutta la scena: la composizione è difatti simmetrica ed equilibrata. Inoltre vi è un incrocio di linee verticali (le figure in piedi, gli alberi), orizzontali (le ombre sul prato) e, per spezzare l'ortogonalità, di linee oblique. Lo spazio è nitidamente messo a fuoco e perfettamente proporzionato (come la distanza tra le varie figure) e la prospettiva è completamente abbandonata.

2. Le forme:
Le figure sono di forma geometrica e i personaggi sono statici, immobili, quasi statue o manichini.

3. Il colore:
Il colore è scomposto in una fitta trama di punti, stesi con assoluta precisione scientifica. Un'ampia zona d'ombra in
primo piano aumenta la luminosità della parte in profondità: lo scopo del pittore è infatti la resa della luce, utilizzando la
giustapposizione di colori contrastanti per ricreare l'effetto del fenomeno luminoso. L’artista utilizza una vasta gamma
cromatica che evidenza la tecnica puntinista sviluppata da Seurat in maniera alquanto personale e originale.

4. La critica:
L’opera viene proposta per la prima volta nel 1886 al Salon des Indépendants a Parigi destando molto scalpore:  il
dipinto fu accolto con sdegno dalla maggioranza dei pittori e dei critici, fieramente contrari alla tecnica rivoluzionaria di
Seurat. Oggi è considerato tra i quadri più noti del movimento pittorico del puntinismo.

Il dipinto è stato Iniziato nel 1884 e subisce nel tempo diversi ritocchi e studi apportati nel periodo della sua realizzazione, infatti sarà preceduto da una vasta serie di bozzetti e studi preparatori. Nel 1924 viene acquistato da Federic Clay Barlett che lo prestò al The Arte Institute di Chicago dov’è tuttora esposto.


CURIOSITA’:


A stimolare l’artista a superare la tecnica impressionista in favore del puntinismo erano stati alcuni studi teorici sull’argomento: la ricerca di Charles Blanc, che era giunto ad affermare che il colore si forma non nella tavolozza bensì nell’occhio dell’osservatore e dall’opera del chimico Chevreul, che aveva scoperto il contrasto simultaneo dei colori (un colore primario ottIene il massimo di intensità se si avvicina ad un colore complementare).

Quando fu esposta alla settima mostra degli Impressionisti del 1886, LA GRANDE JATTE suscitò reazioni diversificate fra il pubblico, perplesso per la nuova tecnica sperimentata da Seurat. Poi alla presentazione dell’opera all’esposizione allestita a New York, una recensione della mostra apparsa sul “The Sun” dell’ 11 aprile 1886 stroncò l’opera di Seurat definita:- Il mostruoso quadro coi bagnanti frutto di una mente rozza e volgare.
A difesa del lavoro di Seurat si mosse lo scrittore Félix Fénéon, uno dei padri del simbolismo letterario, che per motivare il suo giudizio favorevole pubblicò il piccolo volume LES IMPRESSIONISTES EN 1886. A questo scrittore si deve l’appellativo di “Neo-Impressionisti”.

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