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Seurat, Georges - Domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte scaricato 15 volte

Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte

Siamo sulla riva della Senna in un posto molto frequentato dalla borghesia cittadina di domenica.
Sull'acqua vi sono barche a vela, a vapore (simbolo della modernità). Canottieri sul prato e una folla variopinta con donne sole che pescano; un ragazzo suona il piffero, una donna porta a spasso il bambino, una donna seduta lavora a maglia, uomini pensosi che fumano la pipa, cagnolini, una curiosa scimmietta al guinzaglio, ombrelli, cappellini, abiti eleganti. Tutto ciò dovrebbe rendere vivace e animata la scena ma l'effetto generale è quello di una realtà immutabile ed eterna.
Le figure sono isolate l'una dall'altra anche quando sono in coppia; la maggior parte dei personaggi è di profilo e ciò ne accentua l'eleganza e la compostezza. L'aria è limpida e il cielo è luminoso, le ombre e la luce sono divise in zone nette. I tocchi di colore puro sono piccoli e precisi (giallo/viola, rosso/verde, azzurro/arancio) che se accostati sprigionano luce intensa. L'esito finale è un quadro quasi classico per la perfezione delle forme e l'equilibrio della composizione.

Il quadro di grandi dimensioni rappresenta figure in riva alla Senna tra alberi in una soleggiata domenica pomeriggio. Ogni figura ha un diverso atteggiamento, c'è verità di pose (di fronte, di profilo, di tre quarti). Il pittore segue precise regole di proporzione: usa la proporzione aurea nell'impostare la scena; usa la prospettiva ad unico punto di fuga ma la scomposizione a piccoli punti del colore genera una particolare immobilità della scena. Le figure sembrano immobili forme solide e geometriche fisse nello spazio e nel tempo. Hanno però un'intensa luminosità che scaturisce dall'accostamento dei complementari e dal bianco dei fondi.
Il quadro è esposto al Museo d'Orsay, in questo museo sono state collocate le opere degli Impressionisti e dei Post-Impressionisti. Il Museo fu ricavato dagli anni '80 dalla stazione ferroviaria per merito dell'architetto Gae Aulenti (veneziano) e conserva la struttura ferroviaria adattandola al luogo espositivo; l'architetto ha conservato il grande orologio all'interno e il grande salone con lussuose decorazioni.
Le luci necessarie al Museo sono state studiate perfettamente: la luce naturale deve provenire dall'alto e associata alle luci artificiali (le luci artificiali non sono date da lampade ad incandescenza). Gli spazi museali possono essere adattati alle diverse esigenze espositive con pareti movibili.

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