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Secessione viennese, fauvismo ed espressionismo

Gustav Klimt


Fu uno dei maggiori promotori della secessione viennese, una delle personalità migliori dell'art nouveau. Nasce nei pressi di Vienna nel 1862, scelse di non frequentare l'Accademia di belle arti e si iscrisse invece alla scuola di arti decorative di Vienna. Lì dette vita ad un gruppo artistico che si occupava solo di decorazioni. La scuola di arti decorative aveva una finalità più connessa ad uso immediato rispetto all'Accademia. Fu il principale esponente della wiener secession e se ne staccò solo quando fondò la kunstschau. Nel 1903 visita l'Italia e questi viaggi italiani influenzano il suo stile. Muore il 6 febbraio 1918 a causa di un ictus.

L'esperienza delle arti applicate a Vienna


Vienna viene considerata la vera capitale dell'art nouveau, fu un luogo ricco di idee e di personalità particolari. Due sono gli avvenimenti che cambiano la vita culturale: la kunstgewerbeschule (scuola d'arte e mestieri) e la secession. La scuola d'arte e mestieri risponde all'esigenza di reperire nuove figure professionali con maggiori competenze nel campo delle arti applicate. L'obiettivo è quello di unire gli strumenti tradizionali con un uso più consapevole dei materiali. Questa scuola si basa sul principio dell'imitazione delle arti maggiori. Infatti le arti minori dovrebbero trarre da quelle maggiori i canoni formali da introdurre poi nelle loro realizzazioni. Si esercitano ripetendo gli esempi significativi dell'arte classica.
Successivamente nasce l'associazione dei pittori e degli scultori della secessione austriaca (1897) con a capo Klimt, essi si distaccano dall'ambiente intellettuale e accademico. La loro rivista ufficiale è il ver sacrum.

Palazzo della secessione


Costruito tra il 1898 e il 1899, è uno spazio espositivo che divenne il centro dei più importanti avvenimenti artistico culturali di Vienna. Le attività di questo palazzo andarono avanti almeno fino al 1905. Il palazzo fu realizzato da Joseph olbrich, uno dei più sensibili interpreti dell'architettura art nouveau che seppe unire efficienza con la fantasia e gusto del particolare. L'edificio si erge su una pianta quadrata che da origine ad una sorta di contenitore dalle pareti lisce e spoglie, nelle quali porte e finestre si aprono con tagli netti, senza cornici o timpani come nella tradizione. la grande invenzione decorativa è la cupola in rame di forma sferica traforata da motivi floreali. L'interno non è ingombro di muri fissi e dunque può essere modificato.

Adolf Loos


Egli si pone in contrasto con la secessione ma nonostante ciò ne costituisce un buon prodotto. Egli combatté il concetto di decorazione in architettura perché secondo lui l'architettura non è un'arte perché qualsiasi cosa serva ad uno scopo va escluso dall'arte. Loos idea un nuova architettura priva di decorazioni ed estremamente funzionale. Lo scopo è solo quello di garantire il benessere di chi vi abita come nel caso di Gustav ed Helen scheu.

I fauves


Il 18 ottobre 1905 a Parigi apre la terza edizione del salon d'automne. In quella esposizione c'erano opere dai colori molto violenti. Il dispregiativo fauves viene accolto dagli stessi artisti come segno di riconoscimento.
Caratteristiche:
• il dipinto deve dare spazio al colore
• Non bisogna dipingere in base all'impressione ma in base al sentire interiore
• Si deve esprimere se stessi
• La pittura deve essere istintiva e immediata
• Il colore va svincolato dalla realtà che rappresenta.
• L'opera non deve mai essere indirizzata verso la rappresentazione della natura. In questo caso si ha la vera prima rottura con l'impressionismo.

Henri Matisse


Nasce in Francia 31 dicembre 1869 compì i suoi primi studi nella città natale e poi si spostò a Parigi dove seguì corsi di giurisprudenza. Fu in occasione di una malattia che lo costrinse a letto che lo fece iniziare a dipingere. Studiò presso accademie private. La vita di Matisse si svolse con serenità nell'ambiente familiare in una casa borghese senza una vita ribelle o scandalosa. Morì nei pressi di Nizza nel 1954.
Inizialmente fu vicino all'impressionismo tuttavia intese da sempre la pittura come gioia di vivere che lo spinse a cercare nuovi modi di pittura.

L'espressionismo


Arte intesa come un mezzo per esprimere stati d'animo e idee. Oltre a questo l'espressionismo è una tendenza ben definita a cui si può attribuire una precisa collocazione temporale (tra 1905/1925) e una collocazione geografica (,Germania). L'espressionismo tedesco è un FENOMENO molto eterogeneo. L'espressionismo viene visto come la proiezione immediata di sentimenti e stati d'animo molto soggettivi, che presenta anche contenuti sociali e testimonianze della realtà. E la realtà tedesca è realtà amara di guerra e casini politici. Inoltre la Germania recupera in tempi lunghissimi lo sviluppo industriale già avanzato altrove. Perciò anche la reazione ad una industrializzazione rapida è convulsa.
Nel 1905 quattro studenti dell'Università di Dresda interrompono i propri studi per dedicarsi solo alla pittura. Nasce così die bruke (il ponte). Tra i suoi fondatori abbiamo kirchner, heckel, nolde. Questo movimento si pone appunto come un ponte tra vecchio e nuovo, contrapponendo un ottocento realista e impressionista ad un novecento espressionista e anti naturalista.

Caratteristiche:
• Esagerata enfatizzazione dei colori
• spigolosità delle forme
• Tocco ironico e sottile, alle volte macabro
• Scene di realtà metropolitana, nudi nel paesaggio interno o esterno

Ernst l. Kirchner


Formazione che ha le basi nel cinquecento tedesco, gusto per l'arte primitiva e le stampe giapponesi.

Edvard Munch. (contemporaneo di van Gogh.)
Uno dei più importanti esponenti della pittura espressionista. In lui ritroviamo tutti i temi sociali e psicologici del tempo: incertezza del futuro, disumanizzazione della società borghese, solitudine, morte e angoscia umana fino alla crisi dei valori etici. Munch nasce in Norvegia nel 1863, perde la madre e successivamente la sorella a causa della tubercolosi, lutti che segneranno molto la sua vita facendogli sviluppare un pensiero molto negativo. A partire dal 1880 segue corsi di pittura avvicinandosi all'impressionismo di cui tuttavia rifiuta l'en plein air. Inizialmente i suoi dipinti vengono mal compresi e rifiutati sebbene piano piano essi vengano accettati dalla critica finché non si ritrova tra gli ospiti d'onore alla mostra delle secessione viennese. Munch viene anche a contatto con le persecuzioni naziste e il regime ritira o distrugge circa 82 opere. Muore a Oslo nel 1944. Le radici dell'arte di munch nascono dalla filosofia di Kierkegaard e così egli ha una visione della realtà intrisa dall'angoscia della morte. Inoltre la precoce perdita degli affetti più cari lo hanno sempre orientato verso la depressione.Infine è importante ricordare che in realtà Munch fu un precursore dell'espressionismo.

Oskar Kokoschka


Nasce in Austria nel 1886 e inizia i suoi studi alla scuola di arti decorative di Vienna. Dopo varie vicissitudini che comprendono anche una relazione con la vedova di g. Mahler, Oskar si arruola volontario per la prima guerra mondiale e rimane gravemente ferito. Dopo la lunga convalescenza ottiene una cattedra all'Accademia di Dresda. Successivamente viene accusato dal regime hitleriano di essere un degenerato per cui si rifugia a Londra ma si stabilisce poi definitivamente negli stati uniti dove muore nel 1980.

Egon schiele


Nasce in Austria nel 1890, la sua fanciullezza si svolge in serenità nella dimensione borghese in cui viveva. Nel 1905 egli rimane orfano del padre e passa sotto la tutela dello zio, grazie a lui Egon si iscrive all'Accademia di belle arti e dimostra di avere subito eccellenti doti naturali. Allo scoppio della prima guerra mondiale viene chiamato alle armi ma questo non gli impedisce di dedicarsi alla pittura. Verso la fine della prima guerra mondiale Vienna è colpita da un'epidemia di febbre spagnola che colpisce Egon a soli 28 anni.
Egon fu attratto particolarmente dalla figura umana e dalla varia gamma espressiva che offre. Egli scava nei suoi personaggi al fine di metterne a nudo l'anima e in essi proietta le sue inquietudini.


Opere di Klimt


Giuditta.
Opera risalente al 1901, Giuditta è un soggetto biblico e la figura religiosa è posta al margine lasciando spazio più che altro al corpo femminile. Infatti la Giuditta è palesemente un inno alla bellezza provocatoria della donna, una personalità forte e seducente. In Giuditta II le forme della donna, dal corpo snodato proteso verso sinistra, rivelano il passaggio da creatura salvifica all'incarnazione della passione che sfocia nella morte. Nella Giuditta I la donna vista dal basso verso l'alto sta immobile con gli occhi socchiusi e la bocca leggermente aperta in segno di sfida, mentre tiene la testa di Oloferne che appena si nota in basso a destra. Il volto della giovane è enigmatico e incorniciato da gioielli dorati di gusto art nouveau. Inoltre non c'è linea di contorno e la donna si confonde quasi con lo sfondo. A render ancora più prezioso il dipinto è il fondo oro.

Ritratto di Adele Bloch Bauer.
Qui Klimt si concentra anche sulla particolarità delle stoffe degli abiti, dove possiamo notare suggestioni dalle stampe giappo. In questo ritratto le grandi campiture dorate lasciano spazio ad uno sfondo che pare polverina dorata che rende ancor di più la sensazione di mosaico. Grazie alla molteplicità dei particolari sembra che la figura si smaterializzi per fondersi con la poltrona e lo sfondo. Inoltre la figura della donna è composta da tante forme quali quadrati spirali triangoli e in particolare occhi egiziani.

Danae.
Qui il corpo della fanciulla si modella in una forma ellittica racchiusa dentro il perimetro della tela. Il corpo della danae sembra deformarsi per adattarsi alla tela. La donna abbandonata nel sonno o nella voluttà, è nuda. Una grande massa di capelli rossi le incornicia la testa e il corpo è appena sfiorato da un velo viola a disegni circolari. Le cosce sono grandi e sproporzionate. Si può notare una pioggia dorata che scivola su di lei (Zeus) che porta nuova vita.

La culla.
In questo dipinto notiamo l'influenza dei fauves e di Matisse, per cui alle minuzie decorative si sostituiscono getti di colore dall'accostamento azzardato. La culla è una tela quadrata al cui interno sbucano la testina e le manine di un bimbo che emergono da un cumulo deforme di coperte. Il piccolo è ritratto lontano verso il bordo dell tela. Sembra che il bimbo si perde fra i colori brillanti divenendo parte delle stoffe.

Henri Matisse


Donna con cappello.
La donna, moglie di Matisse, volge lo sguardo verso l'osservatore mostrandosi nel suo ricco abbigliamento borghese dominato da un appariscente cappello. Un lungo guanto le copre la mano e il braccio e un ventaglio aperto le copre mezzo busto. Il modo violento in cui sono trattate le tinte serve all'artista per affermare se stesso. I colori sono usati sia puri che non, in particolare i gialli vengono accostati col viola e il rosso al verde. Il colore è distribuito con veemenza e contribuisce a creare forme ed ombre. Alcune parti della tela rimangono non dipinte.

La gitana.
La figura della gitana occupa quasi l'intera tela e si orienta lungo la diagonale partendo dall'angolo in alto a sinistra finendo su quello in basso a destra. I colori che danno rilievo al personaggio sono estremamente vivaci. Protesa verso chi guarda la gitana ha il braccio destro ripiegato come se ci stesse appoggiando la testa. Metà dello sfondo è realizzata con colori freddi, l'altra metà con coloro caldi. La forza del colore tende all'espressività del soggetto e siamo vicini al l'espressionismo sebbene manchino i toni drammatici.

La stanza rossa.
Qua troviamo grandi superfici di colore pieno e la bidimensionalità. I colori primari rosso blu e giallo costituiscono le tinte dominanti. Inoltre la costruzione prospettica è approssimativa. La prospettiva è leggermente accennata dallo spessore del muro, dalla linea del pavimento e dalla sedia. Da una parte la prospettiva è annullata dall'uso intenso del rosso. In più l'aspetto piatto è confermato dal passaggio fuori dalla finestra.

La danza.
Cinque fanciulle nude sono colte in una danza vertiginosa mentre si tengono per mano e si muovono in circolo. Il dipinto si basa su soli tre colori: il verde per il prato il blu per il cielo è il rosso per i corpi. La campitura piatta sottolinea l'aspetto decorativo e l'aspetto volumetrico.

E.Munch


Fanciulla malata.
Qui l'artista ricorda l'agonia per la scomparsa della sorella sophie. La scena rappresenta una ragazza dai capelli rossi a letto e accanto vi è una figura femminile dal capo abbassato. La fanciulla guarda con tenerezza la donna che a sua volta le accarezza la mano. La prospettiva è controversa e l'unica luminosità proviene dal volto pallido della ragazza. Stilisticamente parlando munch alterna colori asciutti a stesure corpose per attirare l'osservatore al tema dell'opera.

Sera nel corso Karl Johann.
La scena raffigurata è quella di un paesaggio serale nella strada principale della città. Munch interpreta l'azione del passeggio come una processione di spettri dagli occhi sbarrati. Dell'umanità dei personaggi rimangono solo gli attributi esteriori. I volti è come se fossero maschere scheletriche. Il messaggio è un feroce attacco alla borghesia e alle sue vuote ritualità nelle quali è coinvolto pure il parlamento (palazzo accanto). L'unico elemento che apparentemente stona è una figura che si incammina sulla destra ed essa rappresenta l'artista stesso cioè colui che va controcorrente.

Il grido.
La scena, autobiografica, è ricca di riferimenti simbolici. L'uomo in primo piano nella solitudine esprime il dramma collettivo dell'umanità intera. Il ponte richiama i mille ostacoli che tutti dobbiamo affrontare mentre gli amici sullo sfondo che continuano a camminare rappresentano la falsità dei rapporti umani. La forma perde qualsiasi connotazione naturalistica diventando totalmente subordinata alle angosce. L'uomo che urla è un essere serpentinato come se fosse senza scheletro. Al posto della testa vi è un enorme cranio senza capelli, le narici sono ridotte a due buchi e la bocca è appena abbozzata. È l'urlo di chi si è perso dentro se stesso e tra gli altri.

Pubertà.
Il soggetto è un'adolescente nuda seduta su di un letto singolo di una verginità intatta. Il corpo della ragazzina appare ancora immaturo: i fianchi di donna stonano con le spalle ancora infantili e i seni appena abbozzati. Lo sguardo è sbigottito e le braccia si incrociano pudicamente per vergogna. Nello sguardo della fanciulla c'è il rimpianto per un'infanzia perduta e in più si aggiunge l'angoscia per una maturità di cui non ci si sente preparati. Quest'angoscia si concretizza nell'ombra a fianco della ragazza che sembra avere una propria autonomia che rappresenta l'ombra della morte.

Oskar Kokoschka


Ritratto di Adolf loos.
Nella ritrattistica Kokoschka giunge quasi ad un'indagine psicoanalitica e in questo dipinto i toni stravaganti dell'espressionismo cedono il posto ad un nervoso rincorrersi di pennellate brevi e frammentate su uno sfondo blu. La struttura complessiva pur apparendo incerta è invece frutto di uno studio minuzioso e geometrico.

La sposa del vento.
Qui l'artista esprime l'esigenza di proiettare le proprie tensioni vitali e inquietudini. Il dipinto infatti rappresenta la fine della relazione con Alma Mahler. I due amanti sono rappresentati in un letto di nubi circondati dalla tempesta di passioni vissute con intensità. Al convulso agitarsi della scena si oppone il sonno sereno della donna ignara della fine. I colori torbidi e pastosi partecipano al disordine interiore di Oskar.

Egon Schiele


Sobborgo I.
L'artista ritrae a volo d'uccello un gruppo di case fra i campi. L'organizzazione spaziale è scandita per fasce orizzontali e parallele. In primo piano abbiamo i campi coltivati poi abbiamo il fiume moldava e l'altra sua sponda. Al centro ci sta il gruppo di case che presentano una visione surreale ma di forte suggestione simbolica. L'atmosfera è sospesa e quasi di sogno.

Abbraccio.
Due amanti si stringono nudi in un abbraccio che a causa delle forme spigolose sembra più di disperazione che d'amore. Sembra più che altro una stretta dolorosa che anticipa un addio. Intorno rimane solo un lenzuolo dove i due amanti hanno condiviso intimità ma si sentono comunque distanti. Quello di schiele è un espressionismo grezzo senza colori eccentrici.

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