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I "Salons" parigini

I “Salons” che si tenevano a Parigi erano esposizioni accademiche che si tenevano regolarmente e offrivano agli artisti la possibilità di presentare al pubblico le proprie opere favorendone il successo e la carriera.
Dopo il 1848, fu creata una giuria composta da accademici il cui compito era quello di selezionare le opere che potevano essere ammesse alla mostra; ovviamente erano favoriti i lavori che rispettavano la tradizione.
Inizialmente, i temi più ricorrenti nelle opere esibite ai “Salons” della prima metà dell’ ‘800 erano quelli della pittura mitologica e storica, seguiti dal ritratto e, in misura minore, dal paesaggio. Nel corso degli anni tuttavia la varietà dei soggetti aumentò; ciò era dovuto a una clientela perlopiù borghese che richiedeva opere dai contenuti edificanti.
Intorno alla metà del secolo comparvero nelle mostre le prime opere del Realismo, che proponevano scene di vita quotidiana.

Ma i personaggi che proponevano un’arte meno vicina alla tradizione erano sfavoriti, e dovranno attendere la seconda metà degli anni ’60 per poter esporre i loro lavori in apposite gallerie riservate a un’arte innovativa.
Ad esempio, le opere di autori appartenenti al movimento impressionista e a quello realista furono destinate al "Salon des Refusés", un'esposizione separata da quella ufficiale che ospitava tutti i lavori contestati in quanto in contrasto con i canoni tradizionali. Napoleone III fu infatti costretto a creare il "Salon des Refusées" poichè molte delle opere inviate ai salons ufficiali suscitavano contestazioni, lamentele e critiche.

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