blakman di blakman
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Georges Rouault - Prostituta allo specchio


In Prostituta alla specchio si può immediatamente valutare l'allontanamento di Rouault dai fauves: la tavolozza si è drasticamente ridotta, mantenendo sostanzialmente i blu, il nero, le terre. Con colori cupi il pittore ha dipinto una prostituta che, con le braccia alzate sopra la testa, si guarda allo specchio. L'artista sembra trarre spunto da opere famose di un recente passato: il mondo delle donne di piacere raffigurato dagli impressionisti, in cui la presenza dello specchio aveva la funzione di dilatare luminosamente lo spazio. Nell'acquerello di Rouault non ci sono però riflettori e luci della ribalta, ma una donna desolatamente sola che contempla il proprio corpo appesantito, il volto gonfio e provato. L'espressione riflessa nello specchio è triste e disincantata. La figura e gli oggetti sono resi con una marcata e pesante linea di contorno che divide saldamente la composizione in zone, tecnica derivata dalla giovanile attività di restauratore di vetrate. Nello sguardo che Rouault rivolge al mondo dei diseredati non c'è ipocrisia o facile pietismo, bensì partecipazione umana e condanna dell'iniquità prodotta dalla società contemporanea.

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