martib4 di martib4
Ominide 181 punti

Il realismo


La pittura realista francese affonda le sue radici nel desiderio di autenticità espressiva e libertà tematica (es: Delacroix La libertà che guida il popolo) ma deve molto anche ai paesaggi inglesi dell’Ottocento, soprattutto a Constable che per la prima volta volle raffigurare in modo fedele la natura. Le sue opere esposte al Salon del 1824 posero le basi per il rinnovamento di questo genere pittorico.

Constable realizzava bozzetti e studi all’aria aperta, seguirono il suo esempio i pittori della Scuola di Barbinzon: con loro si diffuse in Francia la pratica della pittura en plein aire.
Caratteristiche di questi pittori
Attenti alla resa di effetti cromatico-luminosi istantanei
Utilizzano una pennellata libera e a macchie

Millet


Le sue opere si distinguono dagli altri barbizonniers per il predominante interesse rivolto alla figura umana e al lavoro in campagna, realizzati con oggettività, conferendo dignità e sacralità anche ai gesti più umili.

Le spigolatrici 1857 olio su tela Musee d’Orsay:
in primo piano tre donne intente alla spigolatura, alle loro spalle c’è un’abbondanza di frumento. Lucido realismo dei copri ma senza compassione, il gesto cristallizzato conferisce una monumentalità scultorea ai corpi e un respiro epico alla scena. Al Salone nel 1857, considerata intollerabile perché contraddiceva la propaganda del governo.

Daumier


Grande attenzione alle tematiche sociali e politiche. Fu a lungo un disegnatore satirico e caricaturista.
La maggior parte delle sue opere trova spunto nella vita sociale quotidiana, documentava le condizioni di vita nelle periferie urbane.

Il vagone di terza classe 1863-65 olio su tela NY Metropolitan:
I volti dei pendolari sono rassegnati, solo il bimbo nel sonno accenna ad un sorriso. Gamma cromatica sui toni rosso-bruni fortemente chiaroscurati e un disegno semplice ma vigoroso.

Courbet


Nacque nel 1819, si formò frequentando gli studi e le scuole libere dei pittori. L’esempio di Caravaggio, Velazquez e Rembrandt lo indirizzarono all’attenta analisi del reale, ma l’adesione al realismo non fu solo stilistica ma anche una scelta morale e politica.
Dal 1848 si rafforzò in lui la volontà di partecipare attivamente alla vita politica servendosi dell’arte.

Gli spaccapietre 1849, olio su tela Dresda
Un funerale a Ornans 1849 olio su tela Musee d’Orsay
Entrambe esposte al Salon nel 1850, suscitarono sconcerto per la rudezza, la rappresentazione fedele della realtà era in conflitto con i canoni estetici.

L’atelier del pittore 1854-55, olio su tela, Musee d’Orsay:
L’opera è ricca di simboli metafore e ricordi. Al centro troviamo l’artista che dipinge un paesaggio, lo osservano un bambino e una donna nuda. La modella evoca un’allegoria della pittura: il corpo della musa ispiratrice, reso senza idealizzazione rivela la volontà di Courbet di una pittura oggettiva e interpretazione della realtà.

A sinistra, in ombra, c’è un manichino, simbolo disprezzato dell’arte accademica. L’atelier è affollato a sinistra da esponenti del mondo artistico-culturale e a destra da lavoratori e sacerdoti. A sinistra ci sono una mandola e un pugnale simboli del Romanticismo, la donna che allatta il bambino rappresenta la miseria e allude alla crisi economica e sociale. Il bambino sdraiato a terra è simbolo di un approccio all’arte ingenuo e non condizionato.
Il trattamento del colore è vario: si alternano superfici vuote, altre levigate, altre ancora segnata da un uso del colore denso steso con la spatola. La gamma cromatica è scura, c’è una luce diffusa che definisce lo spazio conferendo al dipinto un’atmosfera poetica. Il grande formato è una novità: i personaggi e gli oggetti sono rappresentati a grandezza naturale. Fu un’occasione per rappresentare tutti i generi pittorici: paesaggio, ritratto, nudo, natura morta.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove