vmlaria di vmlaria
Ominide 110 punti

Lo sguardo che comunica: La paura del domani e la sofferenza dell’uomo in Gericault e Munch

Ogni opera d’arte è un modo attraverso cui l’autore vuole comunicarci qualcosa, ma anche il quadro stesso attraverso i suoi colori gli ambienti e anche il personaggio che vi è rappresentato. Il protagonista o i protagonisti del quadro con la loro postura, con il modo in cui ci guardano o con gli abiti che indossano vogliono comunicarci qualcosa.
Nel Romanticismo si affermò l’esplorazione della psiche e dell’animo umano attaccando il razionalismo illuminista. Negli ultimi decenni del 1700 nasce un interessamento per i meccanismi più reconditi della mente umana, dando l’identità di scienza allo studio dei fenomeni psichici liberandoli da giudizi e superstizioni.
Gericault, autore francese del romanticismo, periodo in cui gli ideali erano espressi oltre che con le parole anche attraverso la pittura un esempio "La zattera della medusa", perse la madre a 17 anni. Il padre uomo di legge ostacolò la sua indole artistica e per questo fuggi di casa per dedicarsi alla pittura. Gericault è considerato un artista eclettico con una forte polarità contraddittoria era ribelle e frenetico con un temperamento impulsivo. Anticipò Freud dicendo che “il volto è l’espressione dell’anima. Gericault dipinse tra il 1822 e il 1823 dieci ritratti di alienati, di cui però ne sono rimasti solo cinque custoditi nei vari musei in Europa e in America su incarico del medico primario dell’ospedale parigino Salpetriere, amico che lo curò durante una delle sue numerose crisi depressive. Lo stesso medico stava indagando su come si potessero stabilire i disturbi interiori dall’analisi della fisionomia e Gericault coglie gli effetti fisionomici dei disturbi mentali al confine tra introspezione romantica dell’animo e realistica osservazione clinica dell’individuo. Si interessò agli studi dello svizzero Lavater, secondo il quale le caratteristiche psichiche si traducevano nei tratti del viso. Per realizzare tali opere studiò anche gli effetti dei colori sulla portata emotiva.

L’alienata con la monomania del gioco

E' un'anziana signora con gli occhi e le palpebre arrossate mentre la fronte è solcata da profonde rughe e dai capelli corti che fuoriescono dalla sua cuffia scomposta ha lo sguardo perso nel vuoto perché l’idea fissa del gioco l’ha estraniata dal mondo reale.

L’alienato con la monomania del comando militare

Questo ritrae un paziente con la mania della gloria militare. L’uomo ha il naso affilato, un’espressione ansiosa che esprime la sua paura di essere prevaricato. La medaglia ci dice che era un comandante dell’esercito, ha uno sguardo sospettoso e diffidente, la camicia voluminosa, importante e pomposa. E’ evidente il chiaroscuro (bianco-grigio), il viso è a macchie (testimonianza di una patologia). Gericault riesce a trasmettere attraverso i colori, l’espressività del volto e la resa delle espressioni e dei volumi un uomo un tempo potente e ora malato. Il pittore riprende il malato di tre quarti per accentuare l’incongrua relazione esistente tra lo sguardo severo ma perduto nel vuoto e l’atteggiamento incerto della bocca intorno alla quale la barba incolta denuncia trasandatezza e trascuratezza. Il monomane si rivela attraverso un aspetto esteriore contrassegnato da improbabili emblemi militareschi, unici fregi di una solitudine esistenziale che lo sfondo scuro rende ancora più atroce.

L’alienato con la monomania del furto si distingue dagli altri per il tono meno sommesso e per un differente approccio alla loro realtà umana: negli altri dipinti superstiti, soprattutto quelli femminili, il crudo accento realistico non è esente da un moto di pietà e comprensione che possono significare un tentativo di restituire dignità a questi personaggi.

Il monomaniaco del furto

E' invece più dinamico ed aggressivo, i capelli arruffati, lo sguardo fisso e di grande intensità, la carnagione luminosa e sanguigna: questo sembra avvalorare maggiormente l'ipotesi di chi ha voluto vedervi una parificazione dell'esistenza tormentata dell'artista romantico con quella di questi emarginati della società.
L’alienato con la monomania del rapimento di bambini è il più inquietante dei cinque e forse per questo il meno conosciuto. In questo ritratto si denota ancora più che negli altri la psicologia e il tipo di disturbo che affligge il personaggio. L’uomo indossa un abbigliamento fanciullesco e frivolo che gli conferisce una fisionomia infantile in contrasto con la sua vera forma di adulto. Lo sguardo è fisso nel vuoto con un amara tristezza rappresentata dalla fronte corrugata e dalla piega amara della bocca. Da questo si denota che l’uomo è rimasto nell’infanzia e che non riesce ad accettare il suo invecchiamento naturale.


Alienata con la monomania dell’invidia

Rappresenta una donna invidiosa, lo sguardo è rivolto verso qualcuno al di fuori del dipinto che è fonte della sua invidia. Ha gli occhi rossi, lo sguardo bieco, i muscoli che corrugano la fronte sono messi in evidenza, lo sfondo marrone provoca il senso di oppressione e non fa capire dove si trovi la donna.
Munch esponente più significativo dell’espressionismo seguendo la stessa idea di Gericould rappresenta nel quadro il suo e lo stato d’animo dei suoi personaggi. Attraverso colori cupi e visi deformati o ombre che danno un senso di timore e mistero.


La pubertà fa parte di un opera più complessa, in cui il fregio di vita che rappresenta un ciclo narrativo diviso in sei diverse tematiche: Il risveglio dell’amore, L’amore che fiorisce e passa, Paura di vivere, La morte.
Rappresenta un'adolescente nuda seduta di traverso su un letto rifatto che simboleggia la verginità. I fianchi sono già di donna che però sono in contrasto con le spalle ancore infantili e i seni appena abbozzati. Lo sguardo fisso e le braccia si incrociano sul pube in un gesto istintivo di vergogna. Nello sguardo fisso della ragazza si denota un senso di smarrimento e di rimpianto per la fanciullezza perduta e angoscia e paura per la maturità per quale però non si sente ancora pronta.

Questo senso di angoscia è dato dall’ombra nera alle spalle della giovane, quell’ombra rappresenta tutte le incognite future e le sofferenze che la accompagneranno nella sua vita. In prospettiva è l'ombra stessa della morte, quella che ha accompagnato l'artista per tutta la sua tormentata esistenza. Il soggetto di quest’opera è quello di un’adolescente nuda, seduta di traverso su un letto che evidentemente non le appartiene. Essa simboleggia una verginità ancora intatta. La sua nudità ha una presenza così mansueta, arrendevole. Sembra che abbia accolto la scintilla della consapevolezza di sé, in sé, ed abbia conosciuto l’immensità e l’ingiustizia del proprio ruolo sociale. Lo sguardo è quello di chi senza volontà si concede al destino. La posizione delle sue mani sottolinea una docile pudicità che ha già raccolto la sfida che le è stata preposta dalla realtà.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email