Concetti Chiave

  • L'opera è ispirata a un'esperienza emotiva del pittore, che trasforma una crisi di panico in arte durante una passeggiata nel 1893.
  • Il protagonista, probabilmente una donna, è rappresentato in solitudine e angoscia, con le mani sulle orecchie, ignorato dai passanti.
  • Il dipinto simboleggia l'angoscia esistenziale dell'artista, evidenziando un impulso emotivo che si traduce in un'assenza di emozioni.
  • I colori utilizzati, come il rosso e il blu tendente al nero, creano un forte contrasto tra sofferenza e vuoto, amplificando la sensazione di angoscia.
  • L'opera ha avuto un'importante influenza su movimenti artistici come i Fauves e gli espressionisti tedeschi, ispirando la loro rappresentazione della tragicità dell'esistenza.

Un'esperienza emotiva trasformata in arte

Nell’estate del 1893 il pittore stava passeggiando con alcuni amici, lungo un sentiero nei pressi di un fiordo. Era assai stanco e malato. Era una serata tranquilla e il sole stava tramontando lentamente sull’orizzonte e le nuvole erano tinte di sangue. Improvvisamente, e in modo inaspettato, egli viene colpito da un’intensa crisi di panico ed ebbe l’impressione che un urlo attraversasse la natura Decide allora di trasformare quell’esperienza emotiva in un quadro, dipingendo le nuvole di rosso sangue. Munch realizzò diverse versioni della sua opera più celebre.

Il significato dell'urlo interiore

Non si tratta di un urlo provocato da qualcosa di esterno. Infatti, il personaggio è probabilmente una donna; tiene le mani premute contre le orecchie per non sentire nulla, nemmeno i passi della coppia alle spalle che potrebbero offrire un momento di conforto. Il protagonista appare totalmente solo, i due in lontananza passanti lo ignorano, il cielo e tutto il paesaggio circostanti suscitano inquietudine: al limite del reale, al limite dell’onirico, al limite della visione. Ma questo personaggio spaventato potrebbe rappresentare a priori l’artista stesso, anche se, prima di tutto, si tratta di tutta una rappresentazione di tutta una rappresentazione della sua propria angoscia esistenziale. D’altra parte, l’angoscia che causa del grido proviene dall’anima e lo sguardo atterrito non è rivolto all’osservatore a cui non viene chiesto nemmeno aiuto. D’altra parte, la coppia se ne sta andando nella direzione opposta. A separare la donna e la coppia c’è soltanto uno steccato, con una fuga talmente vertiginosa che non lascia alcun spazio ad un eventuale ritorno.

La rappresentazione dell'angoscia esistenziale

La serenità è molto lontana e si concretizza nei profili azzurrati delle barche e nell’esile sagoma del campanile. L’emozione che la donna prova è molto violenta da deturpare la figura a tal punto da ricordarci che essa era e non è più una persona. Il prevalere delle tinte scure nella parte bassa del dipinto e la scarna e deformata sagoma del volto, simile ad un teschio, sembra farci capire che l’impulso emotivo è talmente forte da trasformarsi, paradossalmente in un’assenza di emozioni. Le pennellate accese del cielo si propagano intorno alla donna e si riflettono nello specchio d’acqua. Il colore rosso ci fa pensare al fuoco, al sangue e alla sofferenza; il blu tendente al nero è il simbolo della morte, del vuoto e dell’assenza in generale della vita. Le pennellate simili a delle onde sonore che non seguono una legge precisa, crea la sensazione di un turbine di angoscia e di tormente, a cui non possiamo sfuggire.

L'influenza dell'opera sull'arte moderna

Due anni più tardi, nel 1895, l’artista eseguì una litografia sullo stesso tema. In essa, il segno diventa più aggressivo e si nota un maggiore disarmonico con la realtà, che nel dipinto è mediato dalla pertinenza naturalistica dei colori, cioè l’acqua con tratti azzurri, la terra bruna, la vegetazione verde e il sole rosso. Va notata anche una forte analogia tra suono e colore. L’opera servì da modello ai Fauves e soprattutto agli espressionisti tedeschi che riproducevano anch’essi la tragica visione dell’esistenza.

L’opera, un olio su tela, di 91 x 73,5 cm, è conservato al Nasjonalgalleriet di Oslo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ispirazione dietro l'opera "L'Urlo"?
  2. L'opera è ispirata a un'esperienza emotiva intensa vissuta dall'artista, che, colpito da una crisi di panico durante una passeggiata, decise di rappresentare il suo urlo interiore attraverso il dipinto, caratterizzato da nuvole di rosso sangue.

  3. Chi è il personaggio centrale nell'opera e quale significato ha?
  4. Il personaggio centrale è probabilmente una donna che tiene le mani sulle orecchie, simboleggiando l'isolamento e l'angoscia esistenziale dell'artista, rappresentando una profonda solitudine nonostante la presenza di passanti che la ignorano.

  5. Come viene rappresentata l'angoscia nel dipinto?
  6. L'angoscia è rappresentata attraverso tinte scure e una figura deformata, che suggerisce una trasformazione emotiva così intensa da portare a un'assenza di emozioni, con pennellate che evocano un turbine di tormento.

  7. Qual è l'importanza dell'opera per l'arte moderna?
  8. "L'Urlo" ha influenzato profondamente l'arte moderna, servendo da modello per i Fauves e gli espressionisti tedeschi, che hanno esplorato la tragica visione dell'esistenza, utilizzando analogie tra suono e colore.

  9. Dove si trova attualmente l'opera "L'Urlo"?
  10. L'opera è conservata al Nasjonalgalleriet di Oslo, ed è un olio su tela di dimensioni 91 x 73,5 cm.

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