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Domenico Morelli, Le tentazioni di Sant'Antonio

In Le tentazioni di Sant'Antonio, probabilmente ispirato dal poema di Gustave Flaubert, La tentation de saint-Antoine, Morelli ha accostato realismo e simbolismo, erotismo e tensione spirituale. Il santo eremita è rannicchiato a terra, irrigidito, contro la parete della grotta; i gesti delle mani e l'espressione assorta in preghiera enfatizzano il dramma della sua lotta interiore, nello sforzo di resistere alle tentazioni, personificate nel dipinto dalle tre donne in piedi che prendono forma nel buio della spelonca e dalle due donne sorridenti sdraiate sotto una pesante stuoia. Morelli ha cercato di restituire l'universalità e l'umanità di un soggetto sacro attraverso un linguaggio visionario e ricco di pathos, che cattura la partecipazione emotiva di chi osserva in modo analogo al melodramma, genere di teatro in musica che nell'Ottocento ebbe grande fortuna. Gli intensi contrasti luminosi e cromatici presenti nel dipinto è del Seicento, mentre l'impasto denso dei colori ricorda la tecnica di Delacroix.

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