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Monet, Claude-vita e produzione artistica

Monet partecipò per la prima volta a un Salon nel 1865. Nelle sue prime opere, egli interpretava Courbet, conosciuto in Normandia.
“Terrazza sul mare a Sainte-Adresse” (1866):In quest’opera Monet riprese le pennellate libere di Courbet, non limitate da contorni precisi. Le pennellate sono quasi in rilievo e i colori molto vivi; l’intenzione è quella di rendere tutte le vibrazioni della luce.
Fu uno dei membri fondatori della mostra impressionista del 1874 e vi partecipò con diversi quadri.
“Impressione: levar del sole” (1872):L’opera è realizzata attraverso piccoli tocchi di colore posati liberamente sulla tela, senza una direzione unica e precisa, al fine di rendere l’ atmosfera creata da un’alba nel porto di Le Havre. Il quadro è tutt’altro che descrittivo: le due imbarcazioni che si muovono verso il centro della tela sono forme sintetiche e le sagome di banchine, gru e navi emergono indistinte nella foschia. A catturare lo sguardo dello spettatore è il sole e il suo riflesso arancio nell’acqua. La pittura vaga e indistinta è finalizzata a rendere la visione confusa del risveglio, dovuta al fatto che l’occhio a fatica distingue le forme ed è colpito soprattutto dalle luci più intense.

“Boulevard des Capucines” (1872):L’ artista riproduce la vita che si svolge in uno dei principali viali parigini, e che egli osserva dalla finestra dello studio fotografico di Nadar. Il viale è attraversato da carrozze e passanti in movimento, resi attraverso rapide pennellate al fine di restituire la visione che l’artista realmente ha della scena a quell’altezza e a quella distanza.
Nella maturità Monet cominciò a realizzare opere in serie, dipingendo lo stesso soggetto in diverse ore del giorno e in diverse stagioni dell’anno, e dunque in condizioni atmosferiche e di luce differenti.
“Effetto mattutino” (1893):L’artista raffigura in quest’opera la cattedrale di Rouen nel momento in cui viene colpita dalle prime luci del mattino; una pallida luce ne illumina la parte superiore, mentre quella inferiore è ancora immersa nella freddezza dell’ombra. Le forme quasi non hanno contorni. Il taglio della scena è dovuto alla posizione dalla quale il pittore vi assiste; infatti, egli osserva la cattedrale di fronte, dalla finestra del suo studio al secondo piano. La sua intenzione non è quella di restituire un’immagine oggettiva, ma una percezione soggettiva, cioè il modo in cui il suo occhio di volta in volta vede la cattedrale.
Nelle opere realizzate dopo il 1917 Monet raggiunge una pittura “pura”.
“Ninfee” (1919):Il quadro è privo di riferimenti naturalistici e paesaggistici definiti: i fiori non sono altro che luci in mezzo a tante altre; l’acqua dello stagno è un’insieme astratto di colori.

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