Ominide 1145 punti

Claude Monet (1840-1926)


Monet nasce a Parigi, ma cresce in Normandia dove fin da subito avrà l’opportunità di sperimentare rappresentando il mare. Viene introdotto alla pittura da Boudin che lo spinge a tornare a Parigi per formarsi. Successivamente al successo della Cattedrale di Rouen, Monet ristruttura un cascinale con un giardino in cui sceglie ogni particolare insieme a un botanico conosciuto all’Expo dell’89, che aveva creato delle particolari ninfee colorate. Le prime opere di questa fase riguarderanno principalmente il ponticello con lo stagno. L’artista sviluppa così un nuovo tipo di rappresentazione paesaggistica, soffermandosi su un particolare. Verso la fine degli anni ’20, Monet perde la vista a causa della cataratta, e per questo l’immagine delle sue opere diviene sempre più confusa e sempre più incentrata sul colore rispetto alla forma, concentrandosi sulla direzione delle pennellate. Le ninfee dell’Orangérie, verranno donate da Monet allo Stato per la fine della Prima Guerra Mondiale, ma saranno esposte solo dopo la morte del pittore, che non vorrà separarsene.

Impression, soleil levant (1874)

In questo quadro Monet rappresenta il mare attraverso una visione da terra. La vista non è limpida, non ha forme, ma solo sagome, come si può notare rispetto al porto di Le Havre e ai macchinari sullo sfondo. La profondità, solitamente data da luci e colori, viene data dalla successione tra barche, e la composizione è creata da semplici linee verticali e orizzontali. Le pennellate sono divise, affiancate per tonalità e per una migliore resa dell’acqua, il colore è quindi dato come con Turner, ovvero varia in base alla luce del Sole. Quest’ultimo è l’unico elemento che non corrisponde alla visione veritiera, poiché definito, ma riprende l’arte giapponese.

A partire dagli anni ’80 fino agli anni ’90, Monet si dedica alla rappresentazione di soggetti che ripete sovente in situazioni di luce e atmosferiche differenti, raffigurando così le variazioni di luce e colore. La prima fase è molto rapida, cambia tela circa ogni ora, il tratto si basa sulla sovrapposizione di colori complementari, e le forme vengono rese attraverso il colore. In questo caso, il vero soggetto è quindi la luce.
Nel 1891 inizia invece la fase che gli porterà fame e ricchezza, ovvero quella della Cattedrale di Rouen, davanti alla quale abitava. Qui non rappresenta quindi più la natura, ma la pietra, che viene resa leggere grazie alla luce, che la smaterializza. Il taglio alto che dovrebbe essere la visione della sua stanza, varia leggermente, o in base al momento della giornata, o in base al colore dominante del dipinto. Questa cattedrale gotica, costruita apposta per la luce, è la rappresentazione del simbolismo gotico che identificava nella luminosità la manifestazione di Dio stesso. Le sporgenze e le rientranze di essa creano effetti di luce-ombre sulla costruzione. In queste opere, Monet cambia drasticamente il suo modo di dipingere, principalmente nella pennellata, che diviene più corposa e materica. Come già accennato, questa fase porterà celebrità all’artista, e gli permetterà di acquistare il casale dove passerà il resto dei suoi giorni.
Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email