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Modernismo


Quando parliamo di Modernismo ci riferiamo soprattutto a quelle opere d’arte realizzate all’incirca tra il 1860 e il 1970, e più in generale ad un contesto culturale dapprima europeo e poi internazionale di produzione culturale e artistica che si è sviluppato parallelamente alla progressiva industrializzazione dell’occidente.
Simbolicamente, potremmo dire che la modernità inizia con la comparsa nelle vedute dipinte dagli artisti del treno, come nelle tele di Turner, e poi degli impressionisti, che perfettamente rappresentano l’idea di un secolo in movimento, dominato dal progresso tecnologico. Storicamente possiamo quindi associare questo momento cruciale dell’arte alla rivoluzione industriale, quando ci furono cambiamenti rapidi e decisivi nella tecnologia industriale e nella realizzazione di mezzi di trasporto che influenzarono le condizioni economiche, culturale e sociali dell’Europa Occidentale, e dell’America del Nord. Le persone (e le merci), e con esse il fermento cultura- le, la comunicazione, l’economia, la politica iniziarono a “muoversi”, e a trovare nelle aree urbane il loro baricentro ideale, a produrre nuove visioni del mondo e nuove idee.


Il concetto di “moderno” ha permeato tutto il mondo delle avanguardie, per affinità o per contrasto all’idea di “nuovo” che ha caratterizzato l’arte di un se- colo: Arthur Rimbaud (1854 – 1891), uno dei più grandi poeti francesi del XIX sec., nel 1873 scrisse nel suo poema Una stagione all’inferno: “Bisogna essere assolutamente moderni”.
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