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Henri Matisse, La Tavola Imbandita

La Tavola Imbandita (Armonia in rosso) ha una genesi curiosa, che ben esemplifica lo stile cromatico-decorativo dell’artista. Matisse la concepì inizialmente come “Armonia in verde”, poi decise di ricoprire la tela di blu, vendendola come “Armonia in blu” al collezionista Scukin; prima di consegnarla al nuovo proprietario, però, egli cambiò ancora idea, ripassandola di un rosso acceso e brillante. L’opera spicca per la composizione equilibrata di generi pittorici diversi, quali la natura morta, la rappresentazione della figura, il paesaggio, la scena d’interno. La quotidianità dell’azione che si svolge nella stanza, sottolineata dalla donna che sistema la frutta sul piatto, viene sottratta al dominio della realtà e trasfigurata attraverso la resa bidimensionale degli oggetti e per mezzo degli elaborati motivi arabescati blu, che ornano sia la tovaglia sia la tappezzeria. Tuttavia la tridimensionalità non è del tutto abbandonata, ma impiegata con grande libertà. L’effetto prospettico suggerito dalla sedia posta nell’angolo sinistro della composizione, per esempio, si riduce sensibilmente nella parte destra del quadro, poiché tovaglia e tappezzeria mostrano i medesimi motivi decorativi: a dividerle resta solo una sottile linea nera.

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