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Gli amanti

Quest'opera è una delle versioni più celebri di un tema ricorrente nella pittura di Magritte di questi anni. In altre gli amanti appaiono col volto scoperto, mentre qui, pur legati da un bacio appassionante, hanno i volti coperti da un panno che ne copre i lineamenti. Lo stesso panno compare anche nella Storia centrale (1928), considerata più ricca di riferimenti al suicidio della madre. Si ipotizza che l'accenno al volto nascosto della madre morta possa essere un'invenzione a riguardo della sua ossessione per i volti coperti. E del resto avrà preso questa abitudine dalle maschere che indossano i protagonisti del suo romanzo preferito. Inoltre vi è il suo dilemma esistenziale per il quale "Un oggetto può implicare che vi sono altri oggetti dietro di esso". Ma il bacio rappresenta allo stesso tempo un'immagine tragica quale la morte e l'impossibilità fra i due amanti di vedersi. Il loro amore è muto e privo di gioia come l'Ettore e Andromaca (1917) di De Chirico, in cui due manichini tentano un impossibile abbraccio con il sottofondo di un'atmosfera melodrammatica. Ma in Magritte l'atmosfera è del tutto cupa a causa dell'amore tetro e lo spettatore non può che non essere coinvolto dall'angoscia del quadro.

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