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I Macchiaioli

Movimento italiano, o meglio toscano, che va dal 1855 al 1867. Firenze, una tra le capitali più libere d'Italia (in quanto l'Itlia era sottomessa dagli austriaci, dai borboni e dal papato), accoglie molti artisti e il loro nucleo d'incontro è il caffè Michelangelo. Il teorico di questo movimento è Diego Martelli, scrittore e critico d'arte. Propone l'idea della macchia (libera espressione) in contrapposizione della forma. Un altro teorico è Telemaco Signorini, il quale da il nome al movimento. Lo da provocatoriamente in quanto questi artisti venivano criticati perché dipingevano con le macchie.
Le caratteristiche del movimento erano:
-Nascita e sviluppo della macchia;
-Rifiuto dell'accademismo;
-Forte senso del vero.
-Consapevolezza che le percezioni visive avvenissero attraverso la luce (che bei Macchiaioli è fondamentale e avviene attraverso la modulazione dei colori e delle ombre, graduandoli).

Nella realtà non esiste il contorno ma esiste solo la giusta posizione tra un colore un altro.
I temi affrontati erano i paesaggi, le scene di vita quotidiana, vita dei campi, familiari, paesaggi di campagna.
I personaggi di spicco del movimento erano Fattori, Lega e Signorini.

Giovanni Fattori

Persona semplice, schiva e impegnata politicamente. Partecipa ai moti rivoluzionari ma ciò non lo distoglie dal frequentare l'accademia delle belle arti. Comincia a frequentare il caffè Michelangelo entrando in contatto con i macchiaioli aderendo al movimento. Vuole indagare la realtà attraverso un puro verismo.

Campo italiano alla battaglia di Magenta-1859

Soggetto storico. Tema storico-militare. Quest'opera vince un concorso nel 1859 che premiava le quattro opere più celebrative delle più importanti battaglie risorgimentali. Per rappresentare l'opera Fattori prende l'aspetto realistico non celebrativo, il dopo battaglia.

Il ritratto della figliastra


Uso della tavolozza con colori chiari: crema, bianco. Gli unici contrasti sono i capelli, il rosso del ventaglio e la fascia attorno al collo. Una caratteristica fondamentale è la verità del ritratto.

Silvestro Lega

Nasce vicino a Forlì, a Modigliana. Si forma all'accademia delle belle arti. E' una persona solitaria con ristrettezze economiche.

Canto dello stornello

In quest'opera ripropone temi a lui cari, interni quotidiani e sereni della vita. Ci sono tre sorelle veramente esistite.
Stanno cantando e una di loro è alla spinetta (pianoforte). Sono ritratte controluce presso la grande finestra aperta sulla campagna emiliana. Le ritrae nel loro quotidiano con naturalezza, stando attendo a riprodurre le espressioni.

I colori sono armonicamente stesi e disposti.
La luce è molto forte (proviene dall'esterno) , allude alla tranquillità, serenità e quiete. La dolcezza della campagna rimanda ad un paesaggio esistente ovvero la campagna di Piagentina.

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