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Gustav Klimt, Nuda Veritas


Il pittore austriaco Gustav Klimt fu la figura di maggiore spicco nell'ambito delle Secessioni. L'inclinazione al simbolismo, la stilizzazione delle forme, il gusto per il linearismo e la preziosa raffinatezza cromatica si configurano da subito come tratti più personali dell'arte di Klimt, come mostra il dipinto Nuda Veritas. Nel Marzo 1898, un'incisione dello stesso soggetto era apparsa su "Ver Sacrum", con l'iscrizione: "Verità è fuoco e dire Verità significa illuminare e bruciare". Un anno dopo Klimt riprese lo stesso tema e realizzò il dipinto, accostandogli una citazione del poeta tedesco Schiller in cui si sottolinea l'esigenza di totale libertà e autenticità espressiva degli artisti della giovane generazione: "Se non puoi piacere a tutti con le tue azioni e la tua arte, accontenta pochi. Piacere a molti è male". Chiusa in una cornice dorata e immersa in fluttuanti onde azzurre come una Venere moderna, la Verità, nuda, tiene in mano uno specchio ed è accompagnata da un serpente, tradizionale attributo della Prudenza, ma anche simbolo di Lussuria. L'opera si configura come un'allegoria dell'arte, un manifesto estetico attraverso il quale Klimt proclamava la necessità per l'arte di esprimersi senza veli. Egli aspirava a realizzare una pittura vera, che non temesse di esaltare l'eros e di contravvenire alle imposizioni artistiche, morali e sociali del suo tempo.

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