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La nuova nazione americana, nata dalla firma della Dichiarazione d’indipendenza del 1776, per suggellare la propria acquisita autonomia dalla vecchia Europa scelse di rifarsi a uno stile architettonico allineato ai valori e ai motivi stilistici della civiltà greca. Thomas Jefferson , presidente degli Stati Uniti tra il 1800 e il 1808, fu anche uno dei principali rifondatori dell’architettura americana. Il suo apporto segnò l’inizio di una produzione edilizia alternativa a quella della tradizione locale, fino ad allora legata allo stile dei coloni europei. Jefferson rivendicava l’adozione di modelli classici anche dal punto di vista ideologico, come adesione alle virtù repubblicane incarnate dalla Grecia di Pericle. Egli fu anche progettista di diverse opere pubbliche, tra cui spicca la University of Virginia, di cui fu anche fondatore. L’idea di Jefferson era quella di costruire un vero e proprio campus universitario: un villaggio accademico con strutture di supporto alla didattica e alla ricerca e la disponibilità di alloggi per i docenti e gli studenti. Il progetto, realizzato tra il 1817 e il 1826, è costituito da una serie di padiglioni destinati alle aule e agli alloggi di alcuni insegnanti e collegati da colonnati, disposti lungo i lati lunghi di un grande prato rettangolare. A una delle estremità dell’area è posizionato il corpo della biblioteca: un grande edificio a pianta centrale dominato da un pronao corinzio ispirato alla celebre Rotonda, una delle ville vicentine di Palladio.

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