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È la prima mostra in cui un gruppo di artisti si riuniscono e cercano di vendere: sono stati rifiutati dalla giuria del salon, rigidi e conservatori tant’è che Napoleone III aveva istituito il salon des refuses. Gli impressionisti erano stati rifiutati anche dal salon des refuses e costituiscono la cooperativa degli artisti indipendenti dopo aver acquistato lo studio di un fotografo, Felix Nadar. Inaugurano la prima mostra in senso moderno. Erano dei personaggi molto eterogenei accomunati dall’idea di fare ricerca sulla pittura. Claude Monet (pittore di professione), Renoir (lavorava per il teatro), Degas (nobile che dipingeva per hobby), Cezanne (diciottenne che aveva dato il bac e dalla Provenza era andato a Parigi per un anno sabbatico) e una donna, Morisot che sposerà il fratello di Monet. Personaggi che vogliono dipingere in un modo nuovo, si concentrano sulla tecnica pittorica ma vogliono rinnovare il modo di dipingere. Questi personaggi si incontrano nei caffè di Parigi, il caffè Guerbaise e la Nouvelle Athene, due caffè di Montmartre nella periferia di Parigi, un posto da giovani, da personaggi non inquadrati che diventa il quartiere artistico di Parigi. Quando espongono non hanno assolutamente successo, non si rifanno nemmeno delle spese, in più i giornalisti parlano di questa iniziativa con toni molto ironici e sarcastici. Da uno di questi articoli viene il nome del movimento: l’autore è Luis Leroy il quale stronca la mostra prendendoli in giro e utilizza per la prima volta il nome impressionisti. Conclude dicendo che ‘queste sono impressioni, schizzi, bozzetti che ci vogliono vendere per quadri’. Impressionisti è un nome derisorio ma descrive talmente bene la tecnica che i pittori lo adottano come nome del movimento.

Impression: soleil levant- Monet

Opera che sconcerta di più il pubblico: in effetti agli occhi di chi era abituato ai quadri realisti questo è un bozzetto. In quel momento a Parigi stavano arrivando le stampe giapponesi. Da pochi anni il Giappone si è aperto con un cambio di dinastia: avevano chiuso le frontiere, non aveva più commerciato. Cominciano ad arrivare in Europa i prodotti dall’estremo oriente. Stampe, pittura giapponese: le stampe dei grandi quadri e si era sviluppata una grande scuola paesaggistica (scuola die) basata essenzialmente sul colore.
700-Hokusai è un paesaggista che fa delle serie dello stesso soggetto in ore diverse (non conta l’oggetto in sé ma le variazioni di luce). La pittura giapponese non usa le ombre e costruisce tutto con il colore. È molto stilizzato: fa l’effetto di non essere realistico perché non c’è la profondità, non ci sono le ombre.

Manet viene considerato quello che ha inventato l’impressionismo ma non è così: aderì molto più tardi.
Dejeuner sur l’erbe: è di 9 anni prima della mostra, è innovativo ma non impressionista, è del 1866. Era uno dei rituali dell’età del 900, è un quadro realista come impostazione. In mezzo al gruppo del picnic c’è un nudo classico di accademia e qui sta l’innovazione: la provocazione moderna di Monet. L’idea di rifare i quadri dei maestri c’è un po’ da sempre nel rinascimento: Masaccio riprende Giotto, Piero della Francesca Masaccio, Caravaggio Michelangelo, i manieristi il Rinascimento. È un esercizio di Accademia: rifacciamo un quadro classico in un nuovo stile. Riprende il concerto campestre di Giorgione nel 1501. Edward Manet che è un autore tradizionalista, riprende il tema e lo riporta con un nuovo stile. Ci sono 2 uomini vestiti e 2 donne semi nude su un prato. Da un punto di vista stilistico non è affatto impressionista (ci sono le linee, l’ombreggiatura e la prospettiva). Nello sfondo c’è la tecnica a tache, nel lago, negli alberi, la donna è ancora disegnata in maniera tradizionale con le sue ombre e linee di contorno. Gli uomini riprendono le figure tradizionali del gruppo di Giorgione. È stata trovata una stampa del 500 in cui gli uomini sono nella stessa posizione, scoperta negli anni 60 e ha dato la conferma di questa rielaborazione dell’antico. Questo quadro suscita scandalo: es: un nudo femminile in studio e lo stesso nudo al parco la domenica suscita scandalo. Questa vuole proprio essere una provocazione. Manet non voleva certo fare pornografia ma voleva far vedere come i temi di accademia dovevano essere portati al moderno. È un quadro di rottura, che conosce le tecniche nuove a taches ma sono colori miscelati, non puri.

Olympia

Non è una ragazza di buona famiglia, l’archetipo è la paolina borghese, questa è una signorina di Mont Parnasse con la serva nera e un gatto nero al posto del solito cane che indica la fedeltà. 6 anni prima della mostra. Qui ci sono molti bianchi diversi, studia le diverse possibilità di colore. Manet è interessato al discorso dei colori, si avvicina al discorso impressionista. Di tradizionale c’è la linea molto evidenziata, la figura è completamente evidenziata. Alcuni dettagli sono dati per touches, colori puri a piccoli tocchi come i fiori e gli angoli del copriletto.
Touches: piccoli tocchi di colore puro
Taches: grandi pennellate di colori misti.
Venere di Urbino al Louvre: l’archetipo è di Tiziano. Manet era un copista del Louvre, aveva una posizione notevole nel campo artistico.
Quadro di passaggio: la barista de les folies bergers
Lo specchio mostra la progressiva dissoluzione delle forme: le figure inizialmente definite diventano tocchi di colore. Lo specchio e l’acqua sono molto usati nell’impressionismo. Nella giacca il colore cambia a seconda della luce. Altro elemento fondamentale: il colore non esiste in sé ma dipende dalla luce. Il colore locale dipende dal luogo e dalla luce.
Fino ad ora gli artisti non ci avevano ancora ragionato sopra perché non avevano i mezzi tecnici. Nascono i colori chimici e danno la possibilità di avere una gamma cromatica infinita (Catalogo pantone: 10.000 sfumature). Idea del colore locale: i capelli sono diversi a seconda della luce.
Pittura a touches, piccoli tocchi di colore puro e il nostro occhio percepisce le sfumature: vedasi le bottiglie.
Qui Manet comincia a diventare veramente impressionista infatti sono gli anni della mostra. Il viso è fatto con la tecnica tradizionale per essere visibile e poi l’idea di prospettiva e profondità non mancano. Nel 400 fiammingo c’era l’idea della figura riflessa nello specchio. Questo quadro ha un taglio fotografico, casuale: in alto si vedono due gambette perché c’è lo spettacolo. Manet non dipinge dal vero però c’è stato molto a memoria. Lavora spesso in luce artificiale.

1908-Venezia

Sono passati 30 anni. Le linee non esistono più, esiste però la prospettiva perché è pur sempre un autore di Accademia. Ha abbandonato la tecnica tradizionale e dipinge a touches. Qua si vede bene il riflesso e si spezza l’immagine in piccoli tocchi di colore. I colori dipendono dalla luce. L’immagine non si è dissolta del tutto, è ancora riconoscibile ma non è veristica. Non è proprio del tutto impressionista però ci si avvicina molto.
Non tutti nascono impressionisti. Renoir disegna con linee molto precise e Sisley faceva paesaggi molto tradizionali e approdano tutti a questa nuova tecnica. Particolare di un mare di Renoir: pennellate di colori puri.

Monet (pittore di paesaggi) e Renoir (pittore di scene di vita vicino al realismo di Courbet) e Degas (pittore delle ballerine).
Serie di cattedrali di Rouen (zona del gotico dove è nata Giovanna D’Arco): è un paesaggio urbano e Monet vede in quelle facciate così ricche di rilievi il gioco di luci. La cattedrale non interessa in quanto monumento storico ma come elemento visivo, come superficie che offre cambiamenti di prospettiva luminosa. In estate si affitta una casa di fronte a questa cattedrale e dipinge con varie prospettive e luce. Produce una serie di 18 tele ognuna delle quali ha una tonalità diversa. Lavorava 15 minuti al giorno quando c’era la luce che voleva. Queste cattedrali sono la dichiarazione dell’impressionismo, teorizzano non a parole ma con opere ciò che c vogliono fare gli impressionisti: la serie alla giapponese e idea che la pittura è fatta di colori e luce e il fatto che lo scopo non è il soggetto ma creare un’immagine nuova.
Lo scopo non è documentativo ma creativo. Il quadro è un’opera a sé staccata dalla realtà, è autonoma rispetto alla realtà. Il quadro è autonomo rispetto a ciò che rappresenta, è una creazione a s+.

Campo di papaveri: tecnica a touches. Ogni singolo elemento è dato per piccoli tocchi, non c’è mai un campo di colore, mai una macchia più grande.
Renoir ama ritrarre la gente non i paesaggi. Ballo al moulin de la galette: anche qui taches e colori variabili. Renoir ama la vita cittadina, la vita della gaia Parigi della belle epoque.
Nei quadri di Renoir c’è la gioia di vivere. Era un personaggio positivo. La luce fa variare il colore. Come si vede dalle macchie sulle giacche e sulla pista: le ombre sono azzurre mai nere. Altro dato tipico dell’impressionismo sono i tagli casuali. C’è qualche differenza perché i visi sono molto definiti perché gli interessa la gente e quindi le espressioni. Si andava a ballare con le chaperon, la persona che portava in giro le ragazze in modo da salvare le apparenze. Le coppie che ballano hanno 3 atteggiamenti diversi: una coppia è in posa, in un’altra uno sta bisbigliando all’orecchio della ragazza, mentre l’ultima è in fase di approccio. Il realismo dei gesti. Renoir rappresenta le emozioni delle persone (Balzac, Zola). C’è questo realismo che viene da Courbet che fa sì che il quadro sia vivo. Progressivamente le figure si dissolvono fino a diventare macchie.
La colazione dei canottieri
I canottieri sono quelli che portano la canottiera: lo sport è un fenomeno moderno che nasce proprio in quest’epoca. Dopo l’allenamento probabilmente mangiano al tavolo e sono lì insieme ad altri personaggi. Momento di gioia e serenità, scena di vita quotidiana.
Taglio casuale, personaggi che si vedono a metà, tenda che si vede a metà. La tenda è rosa e beige, c’è una gamma di colori diversi, quelli sotto la tenda sono rosa, gli altri verde/blu. La specificità è saper rendere l’espressività. La ragazza col cane è precisissima. Il viso rimane piuttosto compatto, il cane, i fiori sono impressionisti, l’ambientazione è proprio parigina. Sul tavolo c’è frutta e vino. Osservazione veristica. Il ragazzo in primo piano o messo a cavalcioni. C’è uno studio veramente veristico (tutte posizioni naturali) però lo stile è decisamente impressionista,
Renoir uno dei temi favoriti è il ballo. Il taglio è sbilanciato.
Renoir è uno dei pochi impressionisti che fa ritratti. Riflesso della luce sui capelli, il riflesso per mostrare i capelli. Il viso non è impressionista per poter rendere l’impressione. Renoir si interessa molto di fotografia e prova a sperimentare il cinema.
Coppia di contadini danzanti: ballano col cappello in testa. Dalla gonna di lei si vede l’energia. Renoir è impressionista diverso però da Monet per la tematica, saper cogliere le impressioni e per l’utilizzo di tecniche che non sono del tutto impressioniste.

Degas segue un percorso simile a quello di Monet, conciliare l’impressionismo con la pittura tradizionale.
Classe di danza: raffigura un’aula di studio di danza. C’è la prospettiva, c’è lo specchio (riflessione dell’immagine che però non è così frammentata), tagliato col rasoio perché la tela è dipinta anche dentro l’inteleiatura, nel tulle dei tutù c’è la tecnica impressionista a touches. Quel tipo di tutù lungo si chiama Degas. Una versione più accademica che usa tecnica e idee impressioniste.
Sempre mondo del teatro: siamo nella buca con gli orchestrali, il punto di vista è insolito e particolare. La tecnica tradizionale è negli strumenti e nei visi dei musicisti mentre la tecnica impressionista nel palco. Prima firmare non era così comune, i realisti cominciano a firmare abitualmente anche perché sta cominciando l’arte commerciale (firma garanzia di autenticità commerciale).

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