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Gropius e la Bauhaus

Per quel che riguarda Gropius, che insieme a Mies Van der Rohe, con l’avvento del nazismo in Germania, si trasferirono in USA dove diffusero il loro linguaggio artistico, dobbiamo sottolineare il suo ruolo di primo piano come direttore della Bauhaus, una scuola di arti decorative tedesca. La Bauhaus era stata inizialmente costruita a Weimar, nel 1919, ma quando si decise di spostarla per motivi politici a Dessau, poiché era impensabile spostare la struttura preesistente, Gropius, nominato direttore, decise di curare personalmente la progettazione, applicando i suoi principi artistici personalissimi nella nuova scuola, che saranno poi messi per iscritto da Le Corbusier. La scuola venne progettata e realizzata tra il 1924/25 ma il suo scopo di fucina di nuovi talenti, costrinse la dittatura nazista, nel 1936, a chiudere la scuola, da cui scaturivano idee democratiche fortemente ostili al nazismo. Gropius decise di abbandonare il suo incarico di dirigente un anno prima che la scuola venne chiusa, e venne sostituito da Mies Van Der Rohe, prima della chiusura e del trasferimento degli artisti in USA.

La scuola infatti, come era strutturata, prevedeva una collaborazione diretta tra dirigenti, professori ed allievi, con uno scambio di idee continuo: alcuni luoghi della struttura infatti erano destinati ad essere le stanze degli allievi, altri a laboratorio, vi erano anche delle aule ed un aula magna che poteva anche svolgere la funzione di teatro. Tra gli insegnanti che Gropius coinvolse nell’insegnamento nella Bauhaus vi furono artisti del calibro di Kandinskij e Paul Klee e, per poterli ospitare, vennero anche costruite delle case vicino al complesso principale. Visto dall’alto il complesso è organizzato in diversi volumi che presentano anche una struttura diversa sempre in relazione alla loro funzione: dalla vista dall’alto è possibile ad esempio osservare come il complesso riservato agli alloggi degli studenti sia dal punto di vista della forma tradizionale, con un perfetto equilibrio tra i pieni ed i vuoti, con poche finestre, in quanto doveva essere un luogo riservato agli studenti e doveva avere appunto questa funzione di riservatezza. Sempre vedendo dall’alto il complesso si nota un volume più basso ma con le facciate realizzate completamente con delle vetrate, realizzato così in quanto era il laboratorio, dove vi era le realizzazione pratica dei pezzi di arredamento come tavolino o poltrone che in precedenza erano stati solo progettati. Si nota anche un altro volume dove si vede l’impiego di quelle che poi Le Corbusier chiamerà finestre a nastro, in cui metà dei volumi della struttura è costituita da piene e l’altra metà da vuoti, dove vi erano le aule scolastiche. Si può quindi notare come già osservando dall’esterno il complesso si possa capire da come è stato progettato ogni edificio quale sia la sua funzione. I diversi volumi sono collegati tra di loro da dei percorsi coperti ( in quanto la scuola doveva funzionare tutto l’anno e l’ambiente doveva essere caldo ), in cui erano contenute delle parti comuni come uffici e l’aula magna.

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