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Paul Gauguin e la Scuola di Pont-Aven


I soggiorni di Paul Gauguin (1843-1903) saranno determinanti per la sua pittura, nel 1886 nel villaggio di Pont- Aven in Bretagna dove già dagli anni sessanta si era formata una colonia di artisti attratti dalla bellezza incontaminata del luogo e dalla cultura primitiva.
Dopo un viaggio a Panama e Martinica, Gauguin ritorna a Pont - Aven nel 1888 dove incontrò il giovane artista Èmile Bernard (1868-1941) le opere di Bernard sono caratterizzate da una semplificazione formale. Opere come “Donne bretoni sul prato” sono costruite attraverso campiture di colore dai marcati contorni con un effetto visivo privo di profondità e molto decorativo simile alle vetrate medievali e degli smalti cloinsonné. Tali principi di stile vengono adottati anche da Gauguin in “La visione dopo il Sermone (Giacobbe che lotta contro l'angelo” (1888). oltre che per le campiture ampie e piatte che risentono indubbiamente dell'influenza delle stampe giapponesi il sintetismo che si rappresenta nelle opere di Gauguin in contrapposizione all'oggettività ottica dell'impressionismo che si caratterizza per il mettere insieme elementi reali e visionari e per l'attribuzione ai colori arbitrari e innaturali. Tale linguaggio si riscontra in La bella Angèle (1889), ritratto di una ragazza a Pont Avent dove si nota anche che i tratti del volto sono caricaturali. Oltre ai motivi decorativi nel quadro compare una cermaica peruviana che ricorda l'infanza dell'artista trascorsa a Lima. L'impianto compositivo che vede la figura della donna iscritta in un semicerchio è una elemento di derivazione dell'arte giapponese.

La ricerca del primitivo, di atmosfere esotiche e luoghi incontaminati ispira i successivi soggiorni di Gauguin a Tahiti: il primo dal 1891 al 1893 e il secondo dal 1895 al 1901. tra i primi dipinti di Tahiti c'è : La orona Maria oggi al Metropolitan Museum of Art di New York (1891-2) . L'opera rappresenta l'eden e si caratterizza con una natura morta in primo piano che gioca cromaticamente con il rosso e il blu del pareo delle donne tahitinae , il giallo con le ali dell'angelo . L'opera si ispira la tema cristiano della Madonna col Bambino, le due donne giovani sullo sfondo in preghiera sono tratte da modelli preesistenti: due danzatrici di un tempio giavanese di cui l'artista probabilmente possedeva una fotografia.
Manao Tupapaù (lo spirito dei morti veglia) (1892) , l'opera è in parte ispirata all''Olympia di Manet, di particolare nel quadro è l'andamento delle linee orizzontali e ondulate e i colori complementari come sono organizzati: il blu del pareo, l'arancio delle sue decorazioni, il giallo del lenzuolo, il violetto del fondo. I colori esprimono un preciso significato nel quadro: il giallo evoca la luce e il giorno, il viola del fondo la paura e la notte. Nella figura sullo sfondo si fondono una auto rappresentazione dell'artista ela personificazione della la morte.

Al secondo soggiorno tahitiano corrisponde l'Opera Due Tahitiane (1891) Parigi Musée d' 0rsay. le pose delle giovani donne sono riprese dai modelli del tempio giavanese di Borobudur, un modello antico già usato da Gauguin per dipingere le giovani nell'opera “la orana Maria”. Il dipinto si riferisce ad un'offerta anche se non è chiaro di che cosa , forse di petali di fiori di mango o marmellata di frutti esotici. La tela ebbe un grande successo e fu esposta alla grande mostra retrospettiva del 1906.
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