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Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? - Paul Gauguin

Il titolo si trova in un lato e dall’altra parte c’è la firma di Gauguin, su sfondo giallo cromo, come se il dipinto si stesse staccando da una parte. Esso rappresenta tutte le domande filosofiche dell’uomo. Viene realizzato da Gauguin prima del suo tentativo di suicidio. Soffriva di sifilide e gli era giunta la notizia che una delle sue figlie era morta. Il tema è filosofico; va a Thaiti perché non vi si trovano le sovrastrutture e i beni della società civilizzata. Si trova però in condizioni simili: la vecchiaia, ma anche la vestività delle persone arriva fino a lì. Si ispira alla Primavera di Botticelli. Il personaggio al centro spicca. Sono tutte donne. La donna è più simbolo della vita perché fa nascere. In basso a destra c’è un bambino che nasce; intorno ci sono delle ragazze giovani e dietro si vedono persone vestite in rosso; sembrano meditare sulla vita; c’è un altro con un braccio alzato, come se dicesse “cos’hanno da pensare?”. Una donna sta raccogliendo una mela, come Eva; essa viene poi mangiata dal bambino; c’è una capra e una giovane distesa nella sua bellezza; da un lato guarda verso il bambino (gioventù) e una parte verso una vecchia. È una meditazione sul corpo che cambia e sul destino di invecchiare. Sullo sfondo c’è un uccello che tiene una lucertola, simbolo di vanità (ripreso da Caravaggio). Dietro vediamo la dea Hina (simbolo della creatività e della femminilità), la dea di Giava, che è vista come la religione che tenta di dare risposte all’uomo. Nonostante la tristezza in cui è immerso il dipinto, dà una certa vivacità, anche col colore blu-verde. I personaggi sono incarnati in giallo-arancio. Il dipinto avrà molta fortuna. L’opera viene esposta a Parigi.
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