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Gaudì: la Sagrada Familia

L’opera per cui è rimasto famoso Gaudì fu la progettazione della Sagrada Familia, una chiesa dedicata appunto alla sacra famiglia, per il progetto della quale lo stesso Gaudì rinunciò a farsi pagare. L’opera infatti doveva e deve essere ancora completata con i soli soldi provenienti dalle offerte dei visitatori e lo stesso Gaudì era consapevole sin da quando accettò l’incarico che non sarebbe riuscito a completare l’opera ma solo ad avviarla: egli lasciò comunque moltissimi modelli che forniscono ancora oggi la base su cui lavorano i progettisti. Il progetto di Gaudì, anche dai diversi modelli che realizza, si presenta molto complesso ad articolato: egli riuscì a realizzare solo una delle tre facciate, ossia quella della natività mentre la facciata della passione è stata progettata solo in seguito e la terza facciata, quella della gloria, è ancora in fase di realizzazione.

Gaudì iniziò a progettare l’opera partendo dalla parte absidale, in fondo alla chiesa, riuscendo a completarla, e dalla pianta evince come nel progetto di Gaudì la pianta è a croce latina con la presenza di un transetto. Guardando dal transetto a destra si trova la facciata della natività mentre a sinistra si trova quella della passione, la prima recante l’immagine della sacra famiglia e dei pastori che portano dei doni al bambino, con nella parte centrale appunto la Madonna e Gesù, mentre la seconda racconta le diverse tappe della Passione. Mentre però la prima venne realizzata da Gaudì con il suo proprio stile personale, irripetibile sotto diversi punti di vista, la seconda è stata realizzata in modo più semplificato. In quest’opera, che prevedeva nel progetto di Gaudì 18 torri, 4 per ogni facciata, con all’incrocio tra il transetto ed il braccio longitudinale la torre più alta a simboleggiare Cristo ed un’altra più bassa dietro a quest’ultima ad indicare Maria, ed infine 4 torri che simboleggiano gli evangelisti, si riflette anche la profonda religiosità di Gaudì, non solo nel verticalismo delle torri ma anche dal fatto che volle in un certo senso dare il suo personale contributo alla realizzazione della chiesa rinunciando al suo compenso. La chiesa, consacrata da Benedetto XVI nel 2007, presenta anche nelle torri il rivestimento con pezzi di ceramica colorata tipica di Gaudì ed inoltre essa appare plasmata come una grande scultura ma è pur sempre un’opera architettonica che comunque presenta persino dei riferimenti pittorici: in tal modo si può vedere come sia impossibile scindere le diverse forme dell’arte nelle opere di Gaudì.

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