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L’espressionismo: Die Brucke e Kierchner

L’espressionismo è la prima avanguardia storica in ordine strettamente temporale e nasce nel 1905 contemporaneamente in Francia ed in Germania: nelle due nazioni infatti due gruppi distinti di artisti che non ebbero mai dei rapporti fra di loro diedero vita a due movimenti dalle caratteristiche molto simili e che poi sono stati classificati come espressionisti. Il gruppo di artisti tedeschi prende il nome di Die Brucke, ed esso è formato da studenti iscritti ad architettura che in seguito si sono dedicati alla pittura con lo scopo di volerla innovare: il nome in tedesco significa ponte, ad intendere un collegamento tra l’interiorità dell’artista e l’esteriorità della realtà, per tirar fuori i sentimenti dell’artista. Il gruppo nasce a Dresda ed ha come leader e guida Kirchner , l’artista che maggiormente si preoccupato di portare l’arte nel campo della soggettività: non doveva infatti più essere l’artista ad adeguare i propri sentimenti alla realtà ma la realtà ad adeguarsi ai sentimenti dell’artisti. Ciò è ben visibile ad esempio nel fatto che i colori usati sono del tutto innaturali ma sono scelti in base alla sensibilità dell’artista, come già aveva fatto Cezanne, rappresentando il Mont Sainte Vectoire di colore viola. Dalle opere di questo gruppo di artisti si notano infatti colori forti, discordanti, drammatici, ma anche figure stilizzate che quasi non hanno più i tratti somatici caratteristici degli uomini: le forme utilizzate sono anch’ esse piatte e vi è la rinuncia dell’applicazione della terza dimensione, tipica dell’arte classicista e classicheggiante, e l’utilizzo di linee curve per delineare i contorni delle figure, caratteristica tipica anche dell’arte di Gauguin, che si può considerare anch’egli un precursore di questo movimento come Cezanne. Il gruppo si sposta da Dresda a Berlino e qui Kirchner rappresenta le sue opere di maggior pregio, tra cui spicca “ 5 donne per la strada “, in cui egli rappresenta cinque prostitute che esercitano la loro professione per strada, sotto la luce di un lampione, che comunque non è presente nella sua interezza nel dipinto, e che serviva per farle notare. Le prostitute in questo periodo potevano sì trovarsi nei bordelli o case chiuse, ma anche in strada: questo fu un tema molto caro a Kirchner che rappresentò diverse prostitute in alcune piazza di Berlino. Per quel che riguarda la rappresentazione delle prostitute bisogna sottolineare come esse abbiano degli abiti appariscenti ma l’artista mette anche in evidenzia il collo di queste donne e soprattutto le loro acconciature di cattivo gusto. Nell’uso dei colori si può vedere invece fino a dove si spinga l’interiorizzazione della realtà negli espressionisti: infatti viene usato un’innaturale verde scuro per il marciapiede, un verde più chiaro e acido per indicare la zona illuminata, ma negli stessi volti delle donne, molto spigolosi e dai profili innaturali, si vede l’influenza che avevano avuto in molti artisti di questo periodo le cosiddette maschere negre, in cui i volti femminili o maschili non venivano rappresentati secondo i canoni europei bensì in modo completamente differente. Queste maschere, realizzate in legno, erano realizzate infatti con strumenti quali asce, accette o piccoli coltelli, che rendevano i volti spigolosi ed esse non solo ebbero molta fortuna in Europa ( Matisse ad esempio ne collezionò molte e ne regalò alcune a Picasso ) ma anche in campo artistico: esse avevano degli occhi molto grandi e dei nasi e delle orecchie molto pronunciate.

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