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Max Ernst - Coppia zoomorfica


In Coppia zoomorfica si possono distinguere una vaga forma di uccello (immagine ricorrente nelle opere di Ernst), e una figura umanoide, con mani e dita lunghissime, che accarezza lo strano animale. A rendere inquietante l'immagine, che sembra una sorta di apparizione onirica, contribuisce fortemente il colore: il pittore ha combinato strati di colore pastello con vernici schizzate, soffiate o lasciate colare. I sinuosi segmenti bianchi che attraversano con percorsi tortuosi le zone scure del dipinto sono stati ottenuti collocando pezzi di corda intrisa di vernice sopra la tela e spruzzandovi sopra la tinta, con una tecnica che ricorda quella del frottege, ovvero "sfregamento", consiste nello strofinare con la matita un foglio sotto il quale sia stato posto un oggetto qualsiasi a rilievo, quale una foglia, un pezzo di legno, di stoffa: ne nascono configurazioni casuali, fuori dal controllo dell'artefice, che diventa per certi versi egli stesso spettatore delle fasi di sviluppo dell'opera. I canali chiari e luminescenti, realizzati all'interno delle forme scure, fanno pensare a una sorta di originale struttura scheletrica che, con nodi e deviazioni, si cela entro le forme zoomorfiche partorite dalla mente dell'artista.

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