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Edgar Degas - Fantini davanti alle tribune

I colori distesi in superficie entro il contorno lineare e le ombre portate sono suggeriti dalla conoscenza delle stampe giapponesi delle quali Degas era un ammiratore come gli altri impressionisti. Forse per ottenere la chiarezza cromatica o per avere una materia pittorica che si seccasse rapidamente permettendo un’esecuzione veloce, “impressionistica”, Degas sottrasse l’olio ai colori diluendoli probabilmente con trementina. Lo spazio è ottenuto in modo ancora tradizionale, mediante la diminuzione progressiva delle figure a distanza e mediante la convergenza, verso il punto di fuga centrale, delle linee prospettiche, fra le quali emerge quella della ringhiera. Ma il taglio inconsueto dell’inquadratura, che lascia fuori dalla cornice, a sinistra, parte delle tribune e , a destra, la testa di un cavallo, la divergenza reciproca dei due animali in primo piano, il contrasto fra il nitido disegno di questi e le forme a macchia delle cose lontane, il cielo trasparente, tutto ciò dà uno straordinario senso di ampiezza, rende il vasto respiro della natura, che non è soltanto davanti a noi ma ci circonda. L’opera è dedicata al mondo delle corse dei cavalli. Tema molto caro all’artista, tanto è vero che Degas tratta più volte questo tema anche in seguito

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