Video appunto: De Chirico, Giorgio - Caratteristiche principali

De Chirico



Interessato ai miti greci, alle teorie freudiane, al simbolismo, al barocco, alla monumentalità delle architetture rinascimentali e alla filosofia di Nietzsche e Schopenhauer fonda, dopo essersi arruolato ed aver conosciuto Carrà, la Metafisica.

Enigma di un pomeriggio d'autunno.
In quest'opera l'autore descrive le sensazioni provate nel vedere la piazza Santa Croce, con la sua chiesa e la statua di Dante, come se fosse la prima volta , rendendolo quindi un momento enigmatico e inspiegabile per il pittore: forse per via delle sue debilitate condizioni fisiche gli parve di vedere una piazza completamente diversa convalescente in ogni suo elemento e malinconica, come suggerisce lo spazio che, privo di connotazione topografica, appare come un altrove lontano, misterioso e immobile.

Le muse inquietanti. L'opera, realizzato con un punto di vista dall'alto, appartiene alla serie delle Piazze d'Italia e costituisce il manifesto dell'arte metafisica; in esso viene rappresentata una piazza lignea, simile ad un palcoscenico e quindi forse simbolo della falsità della vita borghese, su cui vi sono una serie di statue con teste di manichino che statiche e malinconiche popolano una dimensione inquietante e senza tempo e che diventano simbolo dell'uomo contemporaneo in quanto ne raffigurano l'essere divenuti automi estraniati e che hanno perso ogni collegamento con la storia; sullo sfondo invece si contrappongono un palazzo rinascimentale e alcune ciminiere, simbolo della civiltà industriale.

Canto d'amore. L'opera raffigura una piazza d'Italia in cui l'autore accosta, dopo averli prelevati dalla lor realtà quotidiana, in modo illogico tre elementi completamente incongrui ossia a testa dell' 'Apollo del Belvedere', in quanto di gomma, una palla verde e una locomotiva.