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Dadaismo


Non si può parlare di movimento quanto di una tendenza che come tale si affievolì in poco tempo.
Il dadaismo nasce in risposta alle follie della guerra, alla violenza degli uomini trasformatisi in brutali assassini contrapponendo un’arte che invece celebra la violenza della follia e va contro ogni valore estetico, etico o morale che un’opera può assumere inspirandosi ai caratteri dell’ironia, della casualità e dell’utilizzo di materiali trovati per caso come per portare a compimento un’opera che non abbia un senso preciso ma che serva soprattutto a risollevare gli uomini da quello stato di disagio provocato dagli orrori della guerra. Anche lo stesso nome dadaismo è costruito secondo un non-senso infatti la parola dada è stata scelta sfogliando a caso il vocabolario e nelle varie lingue può assumere significati diversi.

Uno dei maggiori rappresentanti del movimento è Marcel Duchamp. Per questo artista l’arte non deve assumere nessun valore estetico e si riduce a una concezione privata e mentale dello stesso artista che presenta dell’opere comunissime ma ad alto contenuto ironico come l’orinatoio presentato come se fosse una fontana, la Gioconda con i baffi. Non devono essere seguiti degli schemi artistici rigidi e in accordo con le convenzioni classiche ma l’artista deve dare libero sfogo alla sua creatività che realmente non può avere alcun senso ma trattandosi di una concezione mentale assume ancor più significato.

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