Il Dada


Nel 1916 in Svizzera nasce un movimento di giovani artisti che si ritrovano lì perché fuggono dal loro paese d’origine in cui c’è la guerra.
Dada, in realtà, è un termine che non significa nulla, è un non-senso per definizione. Può essere interpretato come due volte sì in russo, oppure potrebbe riferirsi alle prime parole dei bambini con le quali indicano tutto: dal giocattolo alle persone.
Questi artisti mettono in discussione la critica d’arte, ritenendo che un artista, per essere tale, non debba necessariamente produrre arte, inventare qualcosa di nuovo, ma può anche reinterpretare qualcosa di esistente. Arte non è più creare (quindi avere bravura e competenze tecniche), ma scegliere. Chiunque può essere un artista e tutto può diventare arte.
La critica si ritiene l’unico organo in grado di stabilire cosa è arte e cosa non lo è, facendo riferimento unicamente a dei preconcetti, alle icone e canoni del passato, ma quest’ultimi hanno portato alla guerra, dunque occorre azzerare tutto.
Uno degli esponenti più noti del movimento è Marcel Duchamp. Egli, ad esempio, prende un orinatoio (quello che si poteva trovare in un qualsiasi bagno degli uomini), lo toglie dal suo contesto naturale, lo capovolge, mette una data (1917) e una firma (il suo pseudonimo Mutt) e lo colloca in uno spazio espositivo. L’opera prende il nome di "Fontana", ed è diventata il simbolo del movimento Dada.
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