• Gli spaccapietre
• Scegliendo i temi, Courbet si concentra soprattutto sui piccoli fatti quotidiani. Perché nasce l’esigenza di passare dal Romanticismo al Realismo? Perché tutto il sangue versato durante le Rivoluzioni fa svegliare la coscienza degli artisti, che non possono più rifugiarsi nella fantasia. Adesso questo quotidiano si registra con l’impersonale distacco di un osservatore attento e oggettivo. Si fa arte viva esaltando “l’eroismo della realtà”. Questo olio su tela è stato distrutto nel corso dei bombardamenti alleati del 1945. Qui è rappresentato un manovale che frantuma sassi per ricavarne ciottoli più piccoli, aiutato da un giovane sulla sinistra, che trasporta una pesante cesta di pietre già lavorate. Si nota subito il distacco dalla pittura accademica. Questa è pittura senza storia: il suo occhio scava nella realtà mettendone a nudo ogni risvolto, ecco allora che compaiono le toppe sulla camicia e sui pantaloni dell’uomo in ginocchio o il panciotto strappato e i calzini bucati al tallone; il giovane ha la camicia e i pantaloni strappati. A destra sotto un cespuglio compaiono una pentola, un cucchiaio e mezzo filone di pane, evidente riferimento al povero pasto degli spaccapietre. Anche la natura circostante è arida ed essenziale, come se riflettesse la miseria dei lavoratori.

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