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William Congdon - Crocifisso 34

Il pittore statunitense William Congdon aderì alla poetica informale orientandosi verso soluzioni concentrate sulla sensualità e sulla fisicità degli impasti cromatici. Ogni immagine di Congdon cela, nei grovigli di trame, un soggetto nascosto, evocato con gusto narrativo nelle sue forme essenziali. Ciò vale anche nel caso di soggetti sacri, in particolare per la crocifissione, che fu uno tra i temi iconografici più ricorrenti nella produzione dell'artista, soprattutto dopo la sua conversione al cattolicesimo, avvenuta nel 1959. Ne è un efficace esempio Crocifisso 34, dipinto nel 1966, nel periodo di massima valenza del pittore all'Informale di natura gestuale.
Qui il corpo di Cristo è evocato da una spatolata veloce e densa di colore giallo, mentre i bracci della croce corrispondono a due tracce rapide che ne accennano l'immagine. Fondamentale risulta la luce che sembra irradiarsi dal corpo di Gesù e che, posta in contrasto con lo sfondo nero e profondo dell'immagine, assume un significato metaforico, alludendo alla lotta dell'anima umana contro l'oscurità. Pur nella sua essenzialità linguistica l'immagine, uno dei rarissimi esempi di pittura informale di soggetto religioso, riesce a esprimere con forza la drammaticità dell'episodio evangelico e la partecipazione emotiva del suo autore.

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