Video appunto: Cézanne, Paul – Il tavolo da cucina

Il tavolo da cucina



La tela, dalle dimensioni di 65 x 80 cm, realizzata da Cézanne fra il 1888 e il 1890, è esposta al Musée d’Orsay di Parigi. A volte porta anche il titolo “Natura morta con paniere”. Essa fa parte di un insieme di nature morte, dipinte nel periodo chiamato “sintetico”, in cui l’artista cerca di combinare diversi punti di vista.
Il tema della natura morta, frequente nella pittura fiamminga, ha sempre interessato sia Manet che Cézanne perché esso offre all’artista la possibilità di un atto creativo più intenso; infatti, il pittore può scegliere gli oggetti da dipingere, la loro collocazione sul tavolo ed infine un assoluto controllo della composizione. Invece nella riproduzione del paesaggio, l’artista deve fare i conti con la casualità della natura.

La tela rappresenta un tavolo di cucina su cui sono posti molti oggetti della realtà quotidiana: vari tipi di frutta, recipienti vari, e un cesto, il tutto adagiati su di una tovaglia bianca. Il candore di quest’ultima, messo in risalto ancora di più dal marrone del tavolo, enfatizza la vivacità, quasi aggressività, dei colori verde, rosso e giallo della frutta e delle delicate decorazioni delle ceramiche (una teiera ed una zuccheriera) che risaltano su di un insieme di tonalità calde e dorate. Nell’insieme, si potrebbe dire che Cézanne sembra collegarsi alla tradizione della natura morta, soprattutto di Chardin per l’esasperazione dei volumi, per l’accumulo di oggetti e per l’atmosfera un po’ cupa che avvolge la scena dipinta.
La forma che prevale è quella sferica o comunque tondeggiante: il volume del vaso impagliato, la frutta, gli oggetti di ceramica, il cesto, Lo sfondo è costituito dagli arredi di una tradizionale cucina contadina, fra cui un altro tavolo con un cassetto semi aperto ed una sedia impagliata, elementi di arredo tagliati dall’inquadratura di tipo fotografico. Un elemento originale di quest’opera è la molteplicità dei punti di vista che permettono all’osservatore di osservare una realtà in parte modificata, come distorta; infatti, la credenza ed il tavolo seguono un andamento prospettico totalmente diverso che si avvicina alla soluzione visiva della tridimensionalità.