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César Baldaccini - Compression

Il ciclo delle Compressioni rappresenta con efficacia la ricerca estetica di César, il quale rifletté sulla macchina come emblema del progresso, con un taglio volto ad attaccare con forza la logica del consumismo. Utilizzando, come in quest'opera, una presa idraulica per comprimere grandi manufatti tecnologici (preferibilmente automobili o elettrodomestici) , César dava origine a sculture imponenti, dall'aspetto totemico, simili a grandi monoliti anche se in realtà costituiti da elementi differenti che, compressi fra loro, davano origine a un organismo unico, compatto e indissolubile. La concentrazione della materia in un parallelepipedo denso e pesantissimo doveva comunicare allo spettatore tutta la potenza usata per la realizzazione dell'opera, come se, nel processo di compressione, essa imprigionasse dentro di sé la forza espressiva dell'artista.

Ancora oggi le carcasse pressate e saldate di César hanno la carica di una bomba inesplosa. Sono creature palpitanti, chiuse in un bozzolo e che minacciano di scoppiare da un momento all'altro. Sono i rottami dell'era moderna che, anche quando distrutti, non perdono niente della loro pericolosità. Cancellata sotto la pressa, la fisionomia originaria dell'oggetto, le metamorfosi di César risultano drammatiche. L'ironia, infatti, lascia il posto a un'accusa diretta verso la cultura dello spreco e soprattutto verso la produzione industriale dei beni effimeri destinati alla rottamazione in base ai capricci delle mode e del consumo.

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