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Avanguardie europee e arte africana

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento molti artisti, tra i quali Picasso e Matisse, furono molto influenzati dagli oggetti appartenenti a culture lontane nello spazio e nel tempo, in particolare a quella africana. L’arte africana è l’espressione della tribù, delle attività comunitarie e dei riti del gruppo. Essa non rappresenta la realtà così come questa appare, ma esprime concetti, valori e sentimenti che appartengono al mondo magico. E’ un’arte che serve a proporzionare gli eventi, a evocare il Bene e a scacciare il Male; raramente è finalizzata al Bello. Varie sono le funzioni dell’arte: a un guerriero si offrono piccole sculture simbolo della forza e del coraggio affinchè si senta più forte e coraggioso in battaglia. Sulla maschera dello stregone non si dipingono semplici occhi, ma si rappresenta la potenza dello sguardo che incute timore. La figura di una donna con bambini serve a proporzionare la fecondità. Per evocare l’invisibile regno dei morti si scolpisce un volto semplificato senza rendere realisticamente la fisionomia di un defunto particolare. Nella scultura africana ritroviamo dunque i rituali delle tribù, legati ai temi della maternità, del culto degli antenati e della guerra.

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