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Espressionismo tedesco in arte


In Germania, nei primi del ‘900, nasce l’arte die brucke (ponte). Tentano di gettare un ponte tra la ricerca dell’avanguardia e il pubblico che doveva accogliere le opere.

L’idea innovativa del gruppo è fare una rivista (die brucke) che raccoglie le opere degli artisti e pubblicizza mostre, incontri ecc. Il carattere è molto forte e si usa il bianco e nero. Ciò rimanda all’arte africana e all’influsso di forme primitive, come la durezza dei volti. La durezza dei lineamenti e delle linee forza, che sono molto spigolose, è una caratteristica fondamentale dell’espressionismo tedesco, che riflette sulle contraddizioni della società tedesca. Questo è in contraddizione con l’arte di Matisse (in particolare “La gioia di vivere”), che utilizzava linee sinuose.

La figura più importante di questo gruppo è Kirchner. All’inizio il gruppo vive insieme, passano l’estate insieme. C’è un ritratto della donna di Kirchner. È uno degli ultimi dipinti maggiormente spensierati del gruppo di espressionisti tedeschi. I colori sono molto contrastanti, più espressivi. Il cambio avviene quando Kirchner e gli altri si trasferiscono a Berlino. Avviene l’esperienza della contraddizione di Berlino. Siamo all’inizio della prima guerra mondiale e c’è una parte della società molto ricca, che vive in maniera spensierata e sperpera tutti i suoi averi; un’altra parte della popolazione vive in povertà. Questa differenza, questa contraddizione è molto spiccata a Berlino.
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