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L'art nouveau

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, in architettura, per la prima volta il riferimento non erano più i modelli del passato ma le forme fornite dalla natura e dalla geometria, comprensibili da tutti. L’Art Nouveau ebbe successo soprattutto nell’ arte applicata, nella decorazione di interni e nell’ arredamento. Si cercò di assegnare una finalità estetica a materiali come il ferro, la ghisa, l’alluminio e il vetro, fino a quel momento utilizzati perlopiù in ambito industriale. Inoltre, a Parigi, Auguste Perret inaugurò il “mito” del cemento armato come simbolo della modernità in architettura. Si diffuse l’idea che il progresso estetico potesse migliorare la società, e quindi tradursi in progresso sociale se reso alla portata di tutti. Tuttavia, poiché la produzione artigianale di ornamenti e arredi richiedeva costi elevati, non furono in molti a beneficiare della nuova arte.

Fu in Belgio che l’Art Nouveau nacque, e in particolare a Bruxelles, abitata da una ricca borghesia industriale, in cui furono realizzati i primi edifici in questo stile: abitazioni private costruite come opere d’arte per committenti benestanti.
Dal Belgio l’Art Nouveau giunse in Francia. In architettura, il massimo rappresentante dell’Art Nouveau è Hector Guimard. Le sue opere più conosciute sono gli accessi delle stazioni della metropolitana, molti dei quali sono ancora oggi in uso, segnalati da pensiline e lampioni. Guimard utilizzò diverse forme tratte dal mondo vegetale (ad esempio i lampioni ricordano lo stelo di una pianta) e i materiali di cui si servì furono perlopiù la ghisa, il vetro e la ceramica. L’applicazione del nuovo linguaggio artistico ad ambiti popolari come le stazioni della metropolitana favorirono la diffusione in Francia questo stile, chiamato anche “Style Métro”.
Nel campo delle arti applicate, che diedero all’Art Nouveau un contributo tipicamente francese, le figure che spiccarono maggiormente furono:
- Emile Gallé:egli si servì della chimica per sperimentare nuove colorazioni da applicare alla ceramica, mentre per le opere realizzate in vetro utilizzò una tecnica chiamata cammeo. Molti dei suoi oggetti presentano motivi floreali e colori vivaci, ed ebbero un grande successo.
- René Lalique:fu un celebre disegnatore di gioielli. Prediligeva le forme morbide e otteneva interessanti effetti cromatici accostando materiali preziosi (come l’oro e le perle) a materiali semi-preziosi (come pietre dure e vetri colorati).
In Italia il nuovo stile si diffuse più tardi rispetto al resto d’Europa. I principali centri furono:
-Torino:la nuova arte giunse ufficialmente nella città con l’Esposizione internazionale di arte decorativa moderna e con la fondazione della rivista “L’arte Decorativa Moderna”. L’ingegnere Pietro Fenoglio realizzò la propria residenza, il Villino La Fleur, riprendendo soprattutto le decorazioni floreali tipicamente francesi.
- Milano:Giuseppe Sommaruga realizzò il lussuoso Palazzo Castiglioni, applicando a allo struttura classica di un palazzo nobiliare decorazioni in stile Liberty.
- Palermo :Ernesto Basile utilizzò alcuni temi dell’Art Nouveau applicandoli allo stile locale in alcune ville della città. Inoltre costruì il Villino Florio per una famiglia benestante, ricorrendo alle migliori aziende siciliane per ottenere una perfetta qualità tecnica ed estetica. Il palazzo fu dotato di vetrate policrome, pannelli decorati per rivestire le pareti, arredi in legno.
In Spagna l'Art Nouveau è meglio conosciuto come Modernismo. Il personaggio di maggior spicco del Modernismo spagnolo fu Antoni Gaudì, attivo soprattutto a Barcellona. Egli rielaborò elementi caratteristici dello stile architettonico locale facendone un’architettura grandiosa. Alcuni esempi sono:
Palau Guell: per il committente Eusebio Guell, Gaudì progettò Palau Guell, una grandiosa abitazione nel centro della città che divenne presto un luogo di ritrovo per molti intellettuali. E possibile individuare rimandi medievali, benché reinterpretati, soprattutto nelle vetrate policrome, negli archi a tutto sesto, nei dettagli in ferro battuto e negli ornamenti in legno.
Casa Battlò: Gaudi si occupò anche del restauro dell’abitazione dell’industriale Josep Battlò. Nel ridisegnarne la facciata, Gaudi alleggerì i piani inferiori creando vaste aperture e vetrate curvilinee circondate da colonne sottili, rivestì i piani superiori di mosaici e maioliche dai colori vivaci e infine, realizzò il coronamento con tegole di ceramica vetrificata colorata.
Casa Milà: Asimmetria e irregolarità dominano nell’edificio dalle facciate movimentate e dagli appartamenti che sono uno diverso dall’alto. Il tetto adibito a terrazza è animato da comignoli scultorei.
Sagrada Familia: Dal 1882 alla sua morte, Gaudi si occupò della sua opera più grandiosa, la Sagrada Familia, rimasta incompiuta. Si possono notare influenze neogotiche e moderniste. Gaudi completò solo la parte della Natività.

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