La Basilica di San Zenone a Verona

Di fondazione paleocristiana (IV sec) fu costruita nelle forme odierne in due distinte fasi (la prima tra la fine del secolo XI e il 1138; la seconda tra la metà e la fine del secolo XII).
Di pianta rettangolare, molto sviluppata in senso longitudinale, suddivisa da pilastri e colonne in tre navate e cinque campate, senza transetto e con unica abside (realizzata in forme gotiche, 1386 – 98, da Giovanni e Nicolò da Ferrara) il soffitto ligneo è a carena di nave, databile alla fine del secolo XIV.
La cripta realizzata nella seconda fase costruttiva, suddivisa da quarantanove colonnine e nove piccole campate coperte da volte a crociera.
La facciata (seconda metà del secolo XII, a doppio spiovente è scandita - con effetti di tenue colorismo – da numerose ed esili lesene, contrappuntate nel profilo superiore da sequele di archetti pensili.

Molto interessante l'organizzazione del portale, introdotto da un protiro (firmato dal maestro Niccolò del XII secolo) su colonne rette da leoni stilofori; nella lunetta è un rilievo raffigurante San Zeno che dopo aver ucciso il drago infernale offre lo stendardo del comune ai nobili a cavallo e al popolo; a destra, suddivisi da lesene decorate ci sono rilievi del 1138 di maestro Nicolò con storie del vecchio testamento, tra gli esiti più rilevanti della scultura romanica; a sinistra, ancora inquadrati da lesene con motivi di decorazione, si trovano rilievi eseguiti verso la metà del secolo XII da maestro Guglielmo, raffiguranti scene del nuovo testamento.
I battenti lignei del portale sono ricoperti da quarantotto formelle di bronzo, incorniciate da cordonature semicircolari traforate: rappresentano storie del vecchio e del nuovo testamento, episodi della vita del Battista e di San Zeno, figure di profeti ed allegorie (fine secolo XII) che sono opera di differenti maestri, il più tardo dei quali, autore delle storie del vecchio testamento nel battente di destra certamente fu influenzato dalla cultura figurativa germanica.
Il rosone, simboleggiante la ruota della fortune, spetta a maestro Brioloto alla fine del secolo XII:
Nell'interno spiccano opere d'arte degne di attenzione: il fonte battesimale del 1194 a pianta ottagonale del maestro Brioloto; le statue (Cristo e Apostoli del Pontile), ricche di suggestioni nordiche; una grande croce dipinta trecentesca e il ciclo di affreschi databile alla fine del 1200, eseguito da due distinti maestri.
Nel presbiterio si trova il famoso trittico (Madonna in trono e Santi; le tavole della predella sono copie degli originali, che oggi si trovano nel museo del Louvre di Parigi e nel museo di Tours) compiuto da Andrea Mantegna tra il 1457 e 1459, una delle opere di maggiore impegno del pittore veneto prima dell'approdo mantovano.
A lato della basilica c'è il grande chiostro rettangolare, sistemato tra il 1293 e il 1313.
A destra in corrispondenza del presbiterio vi è un alto campanile in tufo 1045 – 1078.
a sinistra della facciata si innalza un poderoso torrione, unico relitto dell'abbazia benedettina, un tempo adiacente il tempio.

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