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San Michele di Pavia - Descrizione

E’ l’esempio più significativo del romanico lombardo. Alcuni documenti storici ne attestano l’esistenza già nella metà del VII secolo. La basilica godette un particolare prestigio perché vide l’incoronazione di molti sovrani fra cui Berengario I e Federico Barbarossa, simboleggiando così lo stretto legame fra Impero e Papato.
L’importanza attribuita all’edificio fin dall’inizio è evidente nell’uso della pietra arenaria sia all’interno che all’esterno un materiale che, all’epoca, era utilizzato per edifici di prestigio; accostata al cotto, utilizzata nel tessuto urbano, causa un effetto cromatico particolare perché essa è molto morbida e con tonalità dorate. Purtroppo, la pietra arenaria è anche fragile e facilmente deperibile perché a causa degli agenti atmosferici essa tende a sgretolarsi. Vittime di questa situazione sono soprattutto le decorazioni scultoree che ornano la facciata: nel corso del tempo sono stati fatti numerosi interventi conservativi, ma in molte zone la bellezza e l’unicità della facciata risultano seriamente compromesse.

La facciata è a capanna; l’ingresso è a occidente e l’abside ad oriente, come era consuetudine in quanto l’oriente, punto cardinale da cui nasce il solo, era il simbolo della luce di Cristo. Essa risulta autonoma rispetto alle navate perché molto più alta di queste ultime e risulta decorata non solo da elementi architettonici (colonne, capitelli o archi) ma da tutta una serie di sculture di pietra che costituiscono sette fasce localizzate nella metà inferiore. Tali sculture rappresentano immagini di caccia, di vita quotidiana, mitologiche, bibliche o astrologiche. Di grande novità per il tempo è la galleria a colonnette che percorre interamente la parte alta della facciata sotto la quale si ha un’apertura a forma di croce fiancheggiata da due aperture circolari e sovrastanti tre monofore e tre bifore che hanno lo scopo di dare luce alla navata centrale. Le due bifore sopra di due portali laterali danno invece luce ai matronei. Il lato nord del transetto fu dotato di una propria abside come si trattasse di una seconda chiesa. Sopra il portale centrale, è raffigurato San Michele che calpesta con forza il drago. Egli tiene in mano il globo, simbolo del potere regale e nella mano destra tiene il fiore di loto simbolo dell’accoglienza
L’interno è diviso in tre navate, intersecate da un transetto e la zona sottostante l’abside è più alta per fare spazio alla cripta. La simbologia è presente anche all’interno, nei capitelli, nelle mensole, nelle cornici. Significativo è anche il labirinto: originariamente, immagine del labirinto di Creta e dell’ impresa di Teseo, nella simbologia cristiana rappresenta l’emblema della difficoltà del percorso che conduce a Dio.

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