Concetti Chiave
- Le catacombe romane, utilizzate fino al IX secolo, servivano come luoghi di sepoltura e conservano testimonianze artistiche cristiane uniche, tra cui vetri dipinti e affreschi.
- La presenza di raffigurazioni mitologiche nelle catacombe evidenzia l'influenza dell'arte pagana, che si mescola con episodi della vita di Cristo nella produzione paleocristiana.
- Con il passare del tempo, gli affreschi paleocristiani tendono a diventare più rigidi, con figure dai tratti fissi e volti caratterizzati da occhi grandi e ben delineati.
- I sarcofagi paleocristiani, come quello di Giunio Basso, mostrano una fusione di scene distinte e una crescente tendenza a riempire ogni spazio con elementi figurativi, evidenziando espressioni malinconiche.
- Le prime basiliche cristiane, erette dopo l'editto di Costantino, presentano una pianta rettangolare divisa in tre navate e un'area sacrale concentrata nell'abside, ispirandosi alle basiliche romane.
Le catacombe romane
Le prime testimonianze artistiche dei cristiani che ci sono pervenute sono quelle conservate nelle catacombe romane, luoghi sacri sotterranei destinati alle sepolture, mentre sono scarse le tracce di cimiteri all’aperto.
Ci restano tracce di vetri dipinti, che immutate sulle tombe a parete, costituivano una specie di lapidi.
Le catacombe sono delle strutture ipogee e furono in uso fino al IX secolo, utilizzate come cimiteri secondo una preesistente consuetudine, comune avari culti antichi e poi diffusa anche tra le comunità cristiane dell’Italia e dell’Africa.
Esse erano scavate in forma di gallerie sotterranee e che si aprivano in ambienti più ampi (cubicoli) dove erano sistemati i sarcofagi. In queste stanze si aprivano delle nicchie con copertura a volta dove si trovava la decorazione pittorica.
Arte paleocristiana e influenze pagane
Dalle catacombe romane ricordiamo in particolare quella di S.
Callisto, i cui affreschi risalgono al III secolo, dunque tra i primi; e le catacombe allineate in Via Latina.
Si nota immediatamente il loro legame con l’arte pagana (alcune catacombe contenevano sepolcri di culti diversi) per la presenza di raffigurazioni mitologiche tradizionali e la rappresentazione di episodi della Bibbia, in particolare della vita di Cristo, adottando modelli dei culti pagani.
Col passare del tempo lo stile degli affreschi tende ad irrigidirsi: i personaggi assumono tratti di fissità e la caratteristica configurazione fisionomica dei volti sono occhi grandi e ben delineati.
La pittura paleocristiana, costituita essenzialmente da affreschi, con il V secolo vede prevalere il gusto di quel tempo, ossia il bizantino che caratterizza la produzione pittorica a Roma e in Italia.
Evoluzione della scultura paleocristiana
La scultura è rappresentata in sostanza dai sarcofagi; i più famosi sono quello in alto rilievo di Adamo ed Eva, quello con scene pastorali…utilizzano ancora le sequenze della tradizione aulica romana. Il famoso sarcofago di Giunio Basso del IV secolo con le sue suddivisioni in duplice ordine di scene distinte, divise da colonne introduce fisionomie e atteggiamenti che ripetono moduli tradizionali, anche se la sproporzione tra testa e corpo indica una perdita di interesse per la cura naturalistica; si accentua inoltre nei volti espressioni malinconiche.
Sempre nel corso del IV secolo, altri sarcofagi come quello del buon pastore o quello con le storie di Giona, mostrano una tendenza a condensare gli episodi in un’unica scena. Nel primo inoltre abbiamo tendenza all’appiattimento della composizione e un senso di horror vacui: orrore del vuoto, cioè ossessiva tendenza a riempire ogni porzione della superficie lavorata con elementi figurativi senza lasciar alcun spazio vuoto.
Le prime basiliche cristiane
Le prime basiliche cristiane (IV-V)
Con la libertà di culto, ottenuta nel 313 con l’editto di Costantino, i cristiani di Roma e delle più importanti città dell’impero incominciarono a erigere i propri luoghi di riunione e preghiera: le basiliche, luoghi ispirati ai modelli delle basiliche romane. Si tratta di edifici di grandi dimensioni, per la molteplicità delle funzioni, a pianta rettangolare, divisi dai colonnati interni in tre navate e forniti di coperture lignee (tetto a capriate o a cassettoni in età più tarda). La zona sacrale si concentra nell’abside e un ampio atrio, detto nartece sarà riservato ai catecumeni.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche delle catacombe romane?
- In che modo l'arte paleocristiana nelle catacombe è influenzata da quella pagana?
- Come si evolve la scultura paleocristiana nei sarcofagi?
- Quali sono le caratteristiche delle prime basiliche cristiane?
- Qual è il significato delle decorazioni pittoriche nelle catacombe?
Le catacombe romane sono strutture ipogee utilizzate come cimiteri fino al IX secolo, scavate in gallerie sotterranee con cubicoli per i sarcofagi e nicchie decorate con affreschi, rappresentando un'importante testimonianza dell'arte paleocristiana.
L'arte paleocristiana nelle catacombe mostra un legame con l'arte pagana attraverso raffigurazioni mitologiche e episodi biblici, adottando modelli dei culti antichi, come evidenziato negli affreschi della catacomba di S. Callisto.
La scultura paleocristiana, rappresentata principalmente dai sarcofagi, evolve nel IV secolo con una perdita di interesse per la cura naturalistica e l'emergere di espressioni malinconiche, come si può osservare nel sarcofago di Giunio Basso.
Le prime basiliche cristiane, erette dopo l'editto di Costantino nel 313, sono edifici di grandi dimensioni a pianta rettangolare, divisi in tre navate da colonnati e con una zona sacrale concentrata nell'abside, ispirate ai modelli delle basiliche romane.
Le decorazioni pittoriche nelle catacombe, costituite da affreschi, servivano a commemorare i defunti e riflettevano il gusto dell'epoca, con una transizione verso uno stile bizantino nel V secolo, evidenziando l'importanza della spiritualità cristiana.