Concetti Chiave
- Andrea Pisano inizia la sua carriera come orafo e lavora alla porta sud del battistero di Firenze dal 1330 al 1336.
- Diventa capomastro dell'opera del duomo di Firenze nel 1337, apportando importanti modifiche al progetto arnolfiano e lavorando al campanile di Giotto.
- Trasferitosi a Pisa, crea una bottega fiorente e successivamente diventa capomastro del duomo di Orvieto nel 1347.
- Il suo stile scultoreo si distacca da quello pisano, mostrando influenze francesi e classiche, con evidenti tracce dell'insegnamento di Giotto.
- Le opere attribuite ad Andrea Pisano includono statuette eleganti, rilievi del campanile di S. Maria del Fiore e un gruppo di statue rappresentanti figure bibliche.
Inizio carriera e opere a Firenze
Formatosi probabilmente come orafo, lavora dal 1330 alla porta sud del battistero di Firenze e la termina nel 1336. Alla morte di Giotto (1337) è nominato capomastro dell'opera del duomo fiorentino, apportando alcune modifiche all'originario progetto arnolfiano (ampliamento della campata e sviluppo della chiesa in altezza) e lavorando al campanile iniziato da Giotto, senza concludere però l'opera, che sarà terminata da Francesco Talenti, succeduto ad A., caduto in disgrazia dopo la cacciata da Firenze del duca d'Atene (1343). Per questi A. si era occupato dell'allargamento della piazza davanti a Palazzo Vecchio e aveva eseguito opere di fortificazione per le mura della città.
Trasferimenti e opere successive
Trasferitosi a Pisa, vi ebbe una fiorente bottega da cui uscirono sculture lignee (Annunciata, Pisa, Museo Nazionale) e in pietra. Stabilitosi a Orvieto nel 1347, vi è nominato nello stesso anno capomastro dell'opera del duomo, carica nella quale gli succederà nel 1349 il figlio Nino.
Stile e attribuzioni
Fin dalla sua prima opera scultorea, la porta bronzea del battistero fiorentino (28 formelle a cornice quadriloba, con Storie del Battista e le Virtù), A. si dimostra lontano dagli influssi della scuola pisana, mentre anche in seguito risultano evidenti i riferimenti alle sculture francesi della fine del Duecento e del primo Trecento, oltre ai richiami di origine classica e all'influenza fondamentale dell'insegnamento di Giotto, avvertibile soprattutto nella ricerca spaziale. La distinzione tra i tardi lavori di A. e quelli giovanili di suo figlio Nino Pisano è assai ardua e ha fatto sorgere problemi attributivi su varie opere, fra cui la Madonna col Bambino del Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto. Ad A. si attribuiscono sicuramente le statuette del Redentore e di S. Reparata (ca. 1336, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo), di un'eleganza quasi accademica; alcuni rilievi del basamento del campanile di S. Maria del Fiore, dove sono raffigurate Storie della Genesi, le Arti e le Attività dell'uomo; un gruppo di statue ancora del campanile (due Sibille, David e Salomone, ora al Museo dell'Opera del Duomo). Non è facile definire compiutamente le componenti dello stile di A., che conferì alla scultura gotica un particolare carattere «classicista», tuttavia è indubbio che la sua opera costituisce un punto fermo per la scultura fiorentina fino all'Umanesimo.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali incarichi di A. a Firenze?
- Quali opere significative realizzò A. dopo il trasferimento a Pisa e Orvieto?
- Quali influenze stilistiche caratterizzano l'opera di A.?
A. lavorò alla porta sud del battistero di Firenze dal 1330 al 1336 e, dopo la morte di Giotto nel 1337, divenne capomastro dell'opera del duomo, apportando modifiche al progetto originale e lavorando al campanile, che non completò (citato nel testo).
A. fondò una bottega a Pisa, producendo sculture lignee e in pietra, e nel 1347 divenne capomastro del duomo di Orvieto, carica che passò al figlio Nino nel 1349 (citato nel testo).
L'opera di A. si distacca dagli influssi della scuola pisana, mostrando riferimenti alle sculture francesi e all'insegnamento di Giotto, con un carattere «classicista» che ha influenzato la scultura fiorentina fino all'Umanesimo (citato nel testo).