_kia96_ di _kia96_
Ominide 1825 punti

Ciclo assisiate


CICLO DI AFFRESCHI AD ASSISI (1290-1295)

Giotto si fa notare a Roma, forse per la sua modernità, ed infatti, proprio in questo periodo ottiene la sua prima grande committenza da parte del generale dell’ordine dei francescani: dipingere gli interni della Chiesa di S.Francesco ad Assisi(costruita in uno stile pseudo gotico architettonico). L'ordine monastico non gli impone il bizantinismo quindi Giotto si sente libero di attuare un complesso studio dal vero.

L’ennesima favorevole circostanza per Giotto è il dover rappresentare la vita di Francesco d'Assisi, morto nel 1226, a lui quasi contemporaneo. Per lui fu molto semplice: si servì delle tante testimonianze, anche pittoriche, della vita del santo, poteva visitare i luoghi della sua vita e poteva mettere in posa i francescani (ritorno allo studio dal vero greco-romano).

Quando si trasferisce ad Assisi (1290-1295) si allontana dal mondo iconografico fiorentino e quando ci torna metterà i semi della crescita del rinascimento. Egli ad Assisi si troverà isolato, senza nessuna influenza e potrà lavorare liberamente.

ANALISI DI ALCUNI EPISODI DEL CICLO

La vita di Francesco viene rappresentata divisa in vari episodi, i quali erano anche stati raccontati molto dettagliatamente da uno scrittore dell’epoca.
Lo spazio organizzativo in Giotto è misto e diviso tra quello gotico con piano d'appoggio inclinato e lo sfondo in cui egli fa un esercizio emancipato di prospettiva intuitiva, tentando di capire le regole di questa tecnica.

Dono del mantello
Francesco cede il mantello a una persona che ha perso tutte le sue ricchezze, il mantello era un dono e rappresentava la sopravvivenza durante l'inverno. La pittura è qui incentrata sul realismo.

Rinuncia agli averi
in questa scena il santo fonda l'ordine francescano votato alla povertà, dando al padre tutte le vesti. Giotto rappresenta la scena dove gli era stato detto che era avvenuta, cerca di rappresentare le figure architettoniche e c'è un attento studio anatomico del volto di Francesco. È anche ripresa una sorta di anatomia scientifica.

Presepe di Greggio
sono rappresentati gli assisini che convergono alla mangiatoia, allestita da Francesco e cantano l'osanna. La scena si colloca nella zona presbiteriale della chiesa. Un piglio geniale è di collocare la croce appesa rivolta non verso lo spettatore ma come realmente era collocata e cioè sulla facciata della chiesa. I dettagli di fisogniomizzazione degli abitanti della città attestano come Giotto stia facendo un graduale miglioramento nel rappresentare l'espressione dei volti.

Predica davanti a Onorio III
in questo episodio Francesco giunge a Roma per chiedere a Onorio III che questa sua confraternita di fratelli dediti al cristianesimo sia riconosciuta come un ordine. Egli continua un tentativo di prospettiva intuitiva centrale (la stanza è vista frontalmente con un punto di fuga) e prova a fisognomizzare i volti. Nel piano frontale ci sono elementi incoerenti geometricamente: il pavimento è troppo precipitoso ed il trono è posto d'angolo.

Hai bisogno di aiuto in Medioevo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove